Poetando: Squarci di sereno e Quando si ferma il tempo (di Claudio D'Aleo)

Foto di Franco Battaglia (da Postodibloggo)



Squarci di sereno

 

Mi ricordo quella

giornata

 

desiderata

 

Rammento

la tua bellezza

 

sprigionava

gaiezza

 

Il sole era caldo

 

brillante

 

nulla rendeva

ingombrante

 

E poi quegli occhi

nei quali mi persi

mai immaginando

scenari diversi

 

CD

 

Quando si ferma il tempo

 

Mi immagino con te

a discutere di noi

come la prima volta

 

La pioggia cadeva leggera

e il vento spazzava via

le foglie dal selciato 

in attesa del Sole

 

Mi manchi

 

Vorrei stringere la tua mano

alla mia

 

carezzarti il viso

 

toccarti i capelli

 

fare dei tuoi occhi

la mia esistenza

 

la mia prigione

 

CD


Commenti

  1. Occhi persi.. dove si ferma il tempo.. esistono memorie capaci di ottenere spettacoli eterni, e immagini che aiutano a non dimenticare mai.. è la nostra salvezza Claudio caro; occhi come prigione di sensazioni che ci accompagneranno per sempre..

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    1. Caro Franco la grandezza di Dio, a mio modesto avviso, la scorgi osservando e ammirando il Creato, la natura, il Sole che ti prende e ti avvolge quando apri la finestra e ti tuffi sul nuovo giorno. Ma la contempli anche coltivando i buoni sentimenti e immaginando in te, tramite essi, percorsi poliedrici nuovi di riflessione, di incontro con te stesso, di apprezzamento per tutti coloro i quali ti dedicano del tempo ottenendo da te lo stesso. Bisognerebbe vivere d'Arte, di Cultura, di conoscenza, di buoni propositi. Bisognerebbe sapere imparare, trarre profitto dalle sofferenze, mettersi sempre in discussione con umiltà e coraggio; servirebbe non dare mai nulla per scontato e non essere mai arroganti nè presuntuosi. La vita, come il mare, cambia e non è mai la stessa se sai leggerla e apprezzarla e anche noi, se lo vogliamo, possiamo crescere, maturare, apprendere e cambiare in meglio. E' così che si dà un senso alle proprie giornate. Sapere ti rende competitivo erga omnes e ti concede la facoltà di riflettere e di maturare sapendoti attore protagonista e non comparsa della tua esistenza per il tramite del dialogo e del confronto dialettico garbato e civile. Leggere la vita negli occhi degli altri ascoltandoli, o sedersi davanti ad un tramonto è come andare a Scuola e imparare sempre cose nuove. Tutto questo ti rende forte e propositivo a tal punto da non stancarti mai d'inseguire un sogno. Un caro saluto.

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    2. Occhi come "dolce prigione" Franco. Che ne dici di questa mia correzione? :)

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    3. "Bisognerebbe sapere imparare, trarre profitto dalle sofferenze, mettersi sempre in discussione con umiltà e coraggio"

      Concordo amico mio. Saper imparare, in particolare dal confronto con le altre persone, è fondamentale nel nostro percorso di vita.

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  2. *Quando si ferma il tempo* è una poesia stupenda.

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    1. Ciao Gus. Grazie infinite come sempre per i Tuoi commenti. A volte basta poco per dedicare la propria vita a qualcuno e in questo suo scegliere impervio e tortuoso, in questo suo manifestarsi, il poeta non si chiede mai se stia facendo la cosa giusta o sbagliata, se osare chiarezza per il tramite dei versi oppure no. Egli ascolta il cuore e tutto ciò che ne governa e colora gli ambiti d'esso più sconosciuti. Un abbraccio.

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    2. Concordo con Gus. Molto suggestiva anche la "cornice" meteorologica di quello scambio di parole "per la prima volta". Bravo Claudio!

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  3. Alcune giornate sono più importanti di altre e meritano di essere ricordate, sempre e comunque. Ci sono ricordi che ogni tanto meritano di essere visitati ogni tanto, ciascuno di noi ne ha qualcuno così caro. Un abbraccio.

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    1. Giustissimo: anche in presenza di "successivi scenari diversi", certe giornate vanno comunque custodite tra i ricordi.

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  4. Cara Dama hai proprio ragione. I ricordi si incastonano di diritto nella memoria storica d'ognuno di noi e ad essa attingiamo per crescere e migliorare. Un abbraccio.

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    1. Caro Claudio, quella poesia è molto emozionante. Gli scenari diversi non hanno certamente cancellato la gioia di quel giorno in cui ti perdesti in quegli occhi (o ci perdemmo, perché è capitato a tutti).

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