Non nutro una particolare simpatia per Kevin Smith, autore di quella che considero una delle peggiori serie che abbia mai visto: "He-Man and the Masters of the Universe: Revelation", colpevole (a mio parere) di "ammazzare" senza pietà la mitologia di He-Man (e non solo). È quindi possibile che il mio giudizio negativo su Tusk, horror grottesco del 2014, sia un po' prevenuto. Mi perdonerete.
Un'altra premessa è doverosa: Tusk fa evidente satira sui rapporti tra Usa e Canada, lo percepiamo da più di un dialogo, ma allo spettatore italiano risulta difficile districarsi su questo. Difficile dare un giudizio completo sul film senza avere chiara visione di questo aspetto. A me, ad ogni modo, non convince proprio il doppio registro della pellicola: magari efficace nelle (poche) parti horror di tensione, meno in quelle dove il regista punta su ironia e goliardia, specie quando entra in scena il "tremendo" investigatore interpretato da Johnny Deep. E spesso si soffre di noia, perché il soggetto non consentiva di dilungarsi troppo e per farlo è servito mettere in scena tanti personaggi e momenti riempitivi.
Passiamo invece al "mostro" del film: atterrisce solamente per pochi istanti, poi la sensazione è quella di vedere i "freaks" di "Freaked", film culto del 1993. Sia chiaro, non è un problema: d'altra parte Tusk non è un horror tout court. Ma questo riflette il problema dell'amalgama non riuscita tra le due anime, l'horror e la commedia. Secondo me il confronto con il Freaked del 1993 è impietoso. Anche lì c'è satira sociale (in particolar modo sulla televisione), ma pure ciò che manca a Tusk: azione e un bel ritmo. Il film di Kevin Smith si chiude inoltre con una grottesca scena di combattimento conclusa in modo un po' stupido e un finale inutilmente strappalacrime. Smith è uno dei migliori creatori di commedie americane (genere che non amo, ahimè sono prevenuto)? Senza dubbio. Tusk non rientra però in questo genere. È un buon horror? Palesemente no. Il consiglio è dunque starsene alla larga.
Voto: 4.


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