Il lupo e l'agnello: "Il vizietto" incontra "Er Monnezza"?


Film del 1980 diretto da Francesco Massaro, "Il lupo e l'agnello" potrebbe essere ribattezzato "Albin ed Er Monnezza". Michel Serrault infatti nei primi minuti si destreggia, con un improbabile pettinatura e tra mille mossette, nel grande salone di parrucchiere in cui lavora, riproponendo il celebre personaggio de "Il vizietto"; mentre Tomas Millian entra in scena, dopo la parte introduttiva della pellicola, con il fare trucido del suo altrettanto celebre alter-ego cinematografico. Ma è lo stesso Millian, doppiato dal solito, grande Ferruccio Amendola, a spiegare, in un flash da meta-teatro: "una volta mi chiamavano Er Monnezza, adesso mi chiamano Cuculo, perché amo il film con Jack Nicholson". In sostanza il personaggio dell' improvvisato rapinatore, che cerca rifugio dalla Polizia nella ricca magione del parrucchiere, prende le distanze da quello reso celebre dal regista Lenzi e dallo sceneggiatore Sacchetti. E lo stesso Serrault dismette definitivamente  i panni di Albin, togliendosi una parrucca. Serrault è infatti Leon De Paris, sposato a Ivana (Ombretta Colli), figlia del suo datore di lavoro, la spietata suocera Fanny; finge solamente di essere omosessuale (lo stereotipo sull'orientamento sessuale dei parrucchieri...) ed è invece un ricco borghese alle prese con la sua famiglia, formata da moglie, suocera e le due figlie, la bambina Suni e l'adolescente Ursula. 


"Il lupo e l'agnello" è richiamare semplicemente la diversità tra i due protagonisti, ma il primo non sbranerà il secondo, tutt'altro. Tra il ricco borghese e l'improvvisato rapinatore scoppierà una forte complicità fin da subito. L'ingresso roboante del Cuculo nella vita della famiglia De Paris costituirà per Leon la salvezza dalle angherie della suocera e da uno stato di impietosa sottomissione, tra la rinuncia alla pastasciutta e pasti macrobiotici consumati attorno a un tavolo alla giapponese, senza sedie. Ed è proprio questa parte la più divertente, con il Cuculo alla prese con la bizzarria della famiglia De Paris (la scena del rutto, per quanto possa sembrare "cinepanettoniana", fa piuttosto ridere). Il film prosegue sulla linea degli equivoci: le donne della famiglia De Paris sognano di sbarazzarsi dell'ospite indesiderato, Leon invece no, perché la sua presenza rappresenta un motivo di rivalsa, visto che il maschilista Cuculo costringe Fanny ad adoperarsi nelle faccende di casa, che sono generalmente di competenza di Leon. E' dunque una commedia politicamente scorretta, per gli standard odierni, anche perché Leon è tutt'altro che uno stinco di santo (ha tradito la moglie con un'avvenente cliente polacca) e in teoria non meriterebbe "il tifo" dello spettatore. 



Il film è piuttosto divertente e ci sono situazioni memorabili: la partita a Scarabeo tra Cuculo e Suni, il flashback della rapina con il grande Ennio Antonelli, l'arrivo di un secondo ladro a scompigliare le carte, "Trippa", interpretato da Luciano Bonanni. La coppia formata da Giuliana Calandra (Marà Cana, moglie di Oronzo Canà-Lino Banfi ne "L'allenatore nel pallone") e Daniele Vargas (notissimo caratterista) entra in scena costringendo il trucido Cuculo a fingersi l'amante omosessuale di Leon. Il movimentato finale è improbabile, ma è la perfetta chiosa a una sceneggiatura che ho trovato brillante e che permette al film di avere un buon ritmo. Da riscoprire, anche se personalmente ho un piccolo cruccio: mi sarebbe piaciuto vedere Pippo Franco, nei panni di De Paris, godermi le sue facce rassegnate e la sua vivace dialettica nei confronti con il Cuculo. 

Commenti

  1. Che senso ha recensire un film come *Il lupo e l'agnello*?
    Sono film che vedi ora, oppure hai qualche ricordo?

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    1. Sono film che guardo e poi recensisco, perché in questi mesi sto veramente recuperando l'impossibile a livello di cinema italiano. Qualche vecchia visione, di film visti in passato, altre "prime visioni" per me.
      Recensisco e poi metto in programmazione i post.
      Questo film me lo ha consigliato Franco :)

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  2. Questo film vale da solo tutta una decina d'anni di cinepanettonismo !! ahah ("Ma che ve magnate, i copertoni delle biciclette?!?)

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    1. Infatti non c'è paragone con il cinepanettonismo...
      e ci sono tante perle di commedia all'italiana dimenticate, come questa!

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  3. Bene. Anche io ti consiglio un film italiano:

    Il padre d'Italia, film del 2017 diretto da Fabio Mollo, con protagonisti Luca Marinelli e Isabella Ragonese. E' molto dolce e originale nel suo genere.

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    1. Messo in lista, lo guarderò a breve e lo recensirò :). Grazie Gus!

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    2. Prima La croce divelta.. solo a Gus non è andato giù.. ihih

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    3. Comunque a Fabio Mollo sequestro della cinepresa a vita!! 😱😱

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    4. ahah, adesso vogliamo davvero che sia fatto un film su quel soggetto...

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    5. Ho visto Il padre d'Italia. ottimo Marinelli che può davvero spaziare ovunque, buona la Ragonese incastrata in un ruolo che la stereotipa un po' troppo, disastroso il film.. ove in pratica si narra che dall'omosessualità si può guarire, un po' alla Povia..

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    6. L'omosessualità non è una malattia. Non c'è niente da guarire. E' solo una scelta sessuale.

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    7. Come detto, lo guarderò e lo recensirò :)

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    8. L'eterosessualità non è una malattia. Non c'è niente da guarire. E' solo una scelta sessuale.

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  4. Non sono mai riuscita a vedere i film del Monnezza. Proprio mi rifiuto.
    Magari saranno favolosi e mi sto perdendo molto, ma c'è qualcosa di fondo che mi infastidisce.

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    1. Vale lo stesso anche per me.
      Comunque questo film è un cult, e mi meraviglio che tu, Riccardo, non l'avessi mai visto, nonostante la tua passione per il genere.

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    2. In realtà non sono un grande fan del Monnezza :D.
      Ma il cuculo mi è piaciuto molto :D

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  5. Alcune battute cult che oggi sarebbero considerate scorrette, tra cui: "Il mio rivale era talmente omosessuale che lo avrebbero arrestato perfino ad Amsterdam". Se non ricordo male questa era la cifra stilistica del film, non se ne fanno più di pellicole così....

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    1. Concordo..ma negli anni '80 era così..battute politicamente scorrette (per oggi) a raffica :D

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    2. Un Tomas Milian fuori contesto e, proprio per questo, micidialmente comico..

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    3. Tomas Milian però è anche altro eh, non solo Monnezza e Cuculo..

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