Ben - Rabbia animale: la scimmia assassina e una strizzata d'occhio ai festicisti



"Ben - Rabbia animale", titolo italiano che non rende giustizia all'originale (Primate) è un film che può piacere a due categorie di persone: gli appassionati del genere horror e i feticisti. I primi si possono divertire con una pellicola breve, con alcune scene splatter di impatto e che crea la giusta atmosfera di tensione, i secondi si possono trastullare grazie alle numerose inquadrature dei piedi nudi delle giovani protagoniste.

Tralasciando dunque quest'ultimo aspetto, ci focalizziamo sull'horror, che ha per protagonista uno scimpanzé domestico. Questi va "in Berserk" dopo aver contratto la rabbia a causa del morso di una mangusta: diventa così il "villain" di uno slasher che come detto non risparmia violenza e scene splatter. Ben infatti uccide in modi brutali e sempre diversi. Il regista sa creare la giusta tensione: le scene della piscina tengono inchiodati allo schermo, visto che essa inizialmente sembra il rifugio sicuro dalla furia dell'animale, prima che questi inizi ad "assediarla", elemento imprescindibile sia in un survival che in uno slasher. Un altro pregio del film è il ricorso minimo alla computer grafica. Ben infatti in alcune scene è un animatronic, in altre un vero e proprio attore in costume: scelta felice. I limiti di "Ben - Rabbia animale" sono facilmente comprensibili: i personaggi sono banali, il villain apre gli inflazionati interrogativi sulla necessità dell'uomo di tenersi in casa animali che proprio domestici non lo sono, il finale è prevedibilissimo anche se l'ultimissima scena è un brivido a cui fa seguito un sorriso. L'impegno c'è stato e va premiato: non è un film horror che passerà agli annali, ma è tra i più divertenti dei tempi moderni. 

Voto: 6.5.

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