“Mi ritorni in mente”: la parabola sull’Amore finito di Lucio Battisti (di Claudio D'Aleo)

Lucio Battisti (foto RaiPlay)

di Claudio D'Aleo

Nulla è più struggente d’un amore che volge al termine e in questa canzone del grande Lucio Battisti (1969) notiamo e scorgiamo, tra quelle righe, quanto possa bruciare dentro il ricordo d’un sentimento ancora vivo, d’una donna, d’un viso, di momenti delicati e appassionati vissuti assieme che non sono né potranno mai più essere i nostri ma che rimbombano in noi con fare sempre più devastante, quotidiano e irruento.

Piaccia o non piaccia si vive d’Amore, si racconta e si scrive d’esso e tutto ciò che è Amore colora, disegna e intona le nostre giornate e ogni spezzone di vita trascorso; e questo riguarda anche i momenti ormai consegnati ai ricordi, quelli che magari non torneranno mai più ma che sono e rimarranno per sempre “i” momenti, i “nostri” momenti. 

Tutto ha un senso nell’insensatezza d’un Amore la cui fine non si accetta. 

Amare è mutevolezza, è passione, è conoscenza reciproca. 

Anche genio e anche sregolatezza, se vogliamo. 

Quando ami ti senti rinascere; quando un Amore finisce e non sei stato tu a volerlo, è come se finissi pure tu assieme ad esso; non vuoi staccartene, non vuoi convincertene e continui a soffrire per esso e con esso.

E sono tante, troppe le domande che si susseguono in te senza risposta. 

Battisti ha cercato di descrivere quelle sensazioni musicandole e, nel farlo, ha poggiato il dito anche sulla piaga dei cattivi comportamenti, quelli indigesti da sempre, quelli che mai nessuno di noi vorrebbe vivere o subire.

Alcuni inevitabili, altri indotti, tutti difficili da scandire, da accettare, da metabolizzare; tutti in grado di arrecare grande, indomabile dolore.

Non solo il tradimento, cioè l’onta di gran lunga peggiore, ma anche la grande delusione derivante da una ferita ancora aperta, non medicata bene ci prende e ci sovrasta in quei momenti che mai vorremmo vivere. 

Amare è leggerezza, per certi versi appartenenza; non ci sono regole, non ci sono recinti in cui circoscrivere ciò che ti pulsa dentro, che vivi e che non puoi governare. 

Tutto è libertà; tutto entra in alchimia con ciò che soffri, che senti, che ti rimbalza dentro da lato a lato del cuore e che non riesci a gestire.

Vederla tra le braccia di un altro o saperla comunque con lui è sofferenza atroce che si unisce ad altra sofferenza atroce e diventa dunque, rimorso, rimpianto non solo tormento.

E non importa se tutto ciò rasenta l’inevitabile, se tutto quello che vedi e che pensi sai non dovrebbe più riguardarti perché si tratta di un Amore finito o in procinto di finire.

Non è facile convincersene; per te è ancora Amore, non ne hai decretato tu la fine; per te nulla è finito anche se sai che lei ti ha lasciato per sempre. 

È questo l’inizio della fine.

È l’irrazionale che si prende gioco di te.

Sei consapevole di tutto ma non sai o non vuoi porre un argine tra te e quelle emozioni. 

E quello che conta e addolora di più è che quella ferita è ancora fresca, aperta, non guarita. 

Ogni viso, ogni luogo ti ricorda lei; peggio di incubo, di un vicolo cieco.

Inizia così la partita più difficile: la partita tra quello che sei e che vivi e quello che ti immaginavi potessi essere e vivere. 

Mogol considera e definisce la donna di quella canzone “un Angelo caduto in volo”; immagine potente che abbina bellezza a evidente dolore e tragicità. 

Solo il tempo e una presa di coscienza forte e duratura di quanto accaduto e di noi stessi ci può condurre in un porticciolo tranquillo dove attraccare e lenire amarezze e sofferenze. 

Effetti e conseguenze d’un ricordo forte, pressante.

Uno di quelli che troppe volte ci travolge, che ci “ritorna in mente”.    

Mi ritorni in mente, il testo della canzone di Lucio Battisti

Mi ritorni in mente
Bella come sei
Forse ancor di più
Mi ritorni in mente
Dolce come mai
Come non sei tu
Un angelo caduto in volo
Questo tu ora sei
In tutti i sogni miei
Come ti vorrei
Come ti vorrei
Ma c'è qualcosa che non scordo
C'è qualcosa che non scordo
Che non scordo
Quella sera
Ballavi insieme a me
E ti stringevi a me
All'improvviso
Mi hai chiesto "lui chi è?"
"Lui chi è?"
Un sorriso
E ho visto la mia fine sul tuo viso
Il nostro amor dissolversi nel vento
Ricordo, sono morto in un momento
Mi ritorni in mente
Bella come sei
Forse ancor di più
Mi ritorni in mente
Dolce come mai
Come non sei tu
Un angelo caduto in volo
Questo tu ora sei
In tutti i sogni miei
Come ti vorrei
Come ti vorrei
Ma c'è qualcosa che non scordo
C'è qualcosa che non scordo
Che non scordo

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