Tracce di me: le poesie di Carlo Panaro, storica "penna" della Disney Italia


Carlo Panaro, storico sceneggiatore di Topolino, ha pubblicato nel 2025 una raccolta di poesie, "tracce di me". L'essenza della scrittura del bravo artista ligure è ben descritta nella prefazione da Massimo Marconi, editor e sceneggiatore di Topolino: "La semplicità creativa, non sublimazione della fantasia e non va confusa con la povertà d'ispirazione, la piattezza e la sciatteria espositiva". E ancora: "La capacità di impiegare ingredienti essenziali, senza fronzoli, senza sotterfugi, senza inganni". 

La produzione poetica di Panaro si specchia appunto in questa semplicità. Le mie poesie preferite, in questa raccolta, sono "Notte" e "Si fa sera". In effetti i titoli accomunano le due liriche. Nella prima mi ci sono ritrovato, non tanto nella preoccupazione che agita il sonno (è capitato, ma più per episodi specifici), quanto per il captare i (pochi) suggestivi rumori della notte. Le poesie dell'autore infatti sono "frammenti" di quotidianità che abbiamo tutti vissuto, con o senza differenze. "Si fa sera" è una riflessione sulla solitudine delle persone e a colpirmi non è solo la conclusione che esprime questo tema, ma tutta la descrizione di una scena di vita quotidiana: quello che osserviamo dalla finestra. 

E a proposito della solitudine, è uno dei temi ricorrenti delle poesie, in particolar modo quella degli anziani "dimenticati" dai propri parenti. Nei versi di Panaro c'è  l'amore, quello materno e non solo; il grido di dolore per i bambini che soffrono e non sono amati; per le ingiustizie sociali. C'è la speranza, una fiammella che non si estingue mai. E la nostalgia per un'epoca passata in cui c'era più tempo per il prossimo e per gli incanti della giovinezza. La natura è un elemento centrale: riflette gli stati d'animo dell'uomo e in particolare induce a riflessioni sull'inevitabile trascorrere del tempo: il verde di un prato chiama un parallelismo con la giovinezza persa, il vento forte di tramontana è metafora del trascorrere inesorabile degli anni e del passaggio di pensieri nella nostra mente. Dai versi traspare malinconia, preoccupazione e sofferenza, ma anche la consapevolezza che l'amore possa sempre illuminare il percorso di ognuno di noi, concetto perfettamente espresso in "oro vero", altra lirica tra le mie favorite: l'oro vero è rappresentato da salute, famiglia, lavoro e un amico sincero. Senza, si rischia di sprofondare. Ma non è finita, perché l'amore potrà essere sempre un'ancora di salvezza.

Commenti