Sei nell'anima di Gianna Nannini: l'amore visto e vissuto, parte trainante della nostra vita (di C.D'Aleo)



di Claudio D’Aleo

Ci sono Amori che nascono, altri che finiscono. Ci sono Amori che non si arrendono, che navigano e imperversano dentro di noi anche dopo la loro stessa fine, quasi non si capacitassero neppure di fronte all’evidenza, al raggiungimento di un capolinea ormai certo, di una storia conclusa, di un cambio di passo talvolta necessario, inevitabile. Ci sono Amori che arrecano piacere a Amori che danno sofferenze, ci sono Amori che segnano per sempre una vita, sia in positivo che, a volte, in negativo, e Amori che invece durano il tempo di un Tramonto, di un soffio di vento, di un’Alba. Giriamola come ci pare, sempre di Amore si parla, si narra, si scrive. E’ la Storia del Mondo, la nostra Storia. Scolpita in ognuno di noi. Indelebile.

“Sei nell’anima” è uno dei brani più noti di Gianna Nannini. E’ stato anche un suo “cavallo di battaglia”, quasi un ponte verso una nuova giovinezza artistica. Fa parte dell’album “Grazie” inciso nel 2006. Il brano ha permesso al disco di essere il più venduto dell’anno con oltre 400 mila copie e a Gianna Nannini di affermarsi in via definitiva nel firmamento musicale globale.

“Sei nell'anima, e lì ti lascio per sempre", non è affatto una canzone “mordi e fuggi”, ma è uno di quei brani musicali destinato a farci tanto riflettere. Evidenzia taluni tratti basilari dell’Amore, la maturità che bisogna mostrare quando si accetta la fine di una relazione o si affronta una separazione. Questo anche se l'altra persona rimane scolpita dentro di noi, custodita in uno dei tanti cassetti della nostra anima, purchè il rispetto che si deve a quella Storia e a quella persona non solo non manchi mai ma ne segua di pari passo le vicende e le tante peculiarità. Il testo verte su una "tenerezza che ci fa paura". Amare così profondamente espone molte volte alla vulnerabilità, specie quando si è molto delicati d’animo, ma alla fine questa paura svanisce quando lascia spazio a un'appartenenza totale che dura fin quando quel volto, quel corpo, quel modo di vivere e di riempire la nostra vita continuano a pulsare dentro di noi rinvangandone nei giorni a venire gesta, piaceri e narrazioni. Non poche volte, anche sofferenze. La forza di un sentimento nato per scuoterci. 

Per William Shakespeare, l'amore non fu un sentimento semplice o idealizzato, ma una forza vitale, complessa e profonda. Giuseppe Ungaretti visse l'amore come forza salvifica e assoluta, un rifugio intimo contro il dolore, la solitudine e il "naufragio" emotivo del tempo.  Giacomo Leopardi vagò invece tra amori quasi sempre non corrisposti, idealizzati e destinati a trasformarsi, poi, in una dolorosa e sublime fonte di ispirazione. 

L’Amore dà, l’Amore toglie. L’Amore costruisce, l’Amore distrugge. L’Amore limita il respiro, ci tiene in piedi quando non vorremmo far altro se non cadere, ci nutre, ci fa sognare, riempie ogni istante della nostra vita come se fosse il più importante, il più leggero, il più vitale tra tutti. Non puoi spiegare ciò che è scritto ovunque nell’orizzonte tra cielo e mare, non solo al calar del Sole, ma anche all’Alba. Non puoi spiegare da dove provenga quell’energia che ci tiene in piedi, ci prende e ci trascina lontano come se ci spostassimo in lungo e in largo tra i nostri sogni e i tanti desideri quasi seduti su un tappeto volante. L’Amore accende, talvolta spegne, disinnesca e sovrasta le nostre esistenze. A prescindere da tutto, non poche volte pure da noi.  

L’Amore è meglio viverlo che evitarlo, mai sperare di non esserne toccati! Siamo nati per amare, per stare in compagnia, per essere amati anche se questo non sembra basarsi sempre su assunti o dati di fatto scientifici o veritieri. Se i “vasi” non comunicano si soffre. L’Amore sa essere “platonico”, sa “mutare”. Sa illudere e darci compagnia o farci sentire soli pur quando soli non siamo. L’Amore quando succede non ha logiche, ci porta in viaggio. Prende e poi lascia. Punto. Decide lui quando. Bello sarebbe ricordarlo sempre con dolcezza, ma i finali non sono roba nostra. Bensì sua. L’unica cosa certa è che si vive d’esso. Spesso, come si sa, anche soffrendo. Per taluni è un passaggio necessario per “purificarsi” e rinascere a vita nuova. Per poi ricominciare. Perché d’Amore non si è mai sazi. Vive e si evolve nell’anima, “tra respiro e battito”. 

Sei nell'anima: il testo della canzone di Gianna Nannini

Vado punto e a capo così
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C’è una notte lunga e limpida,
Finirà
Ma è la tenerezza
Che ci fa paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai
Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
È una strada stretta stretta
Fino a te
Quanta tenerezza
Non fa più paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito
Sei nell’anima
Sei nell’anima
In questo spazio indifeso
Inizia
Tutto con te
Non ci serve un perché
Siamo carne e fiato
Goccia a goccia, fianco a fianco

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