Gino Paoli: chi erano i "Quattro amici" della celebre canzone. Spiegazione del brano

Foto Comune di Riccione

    

Quattro amici di Gino Paoli è una delle mie canzoni preferite, fin dalla mia infanzia. Uscì infatti nel 1991. A colpirmi fu anche la scelta di chiudere il brano con un estratto da Vita spericolata di Vasco Rossi. Un mash-up (come si dice oggi) a rendere modernissimo un brano che anche oggi non ha preso la sua forza espressiva. Quattro amici è infatti un perfetto esempio di narrativa in note, a raccontare quattro decenni di Italia: il bar è il luogo di incontro di quattro persone, a partire da metà anni '60, quando anche in Italia spirava il vento del cambiamento. Si parlava infatti di anarchia e di libertà, due temi molto cari al cantautorato italiano (il pensiero va immediatamente a un altro genovese, Fabrizio De André). 

Il decennio dopo i dibattiti al bar cambiano: tra i temi, gli individui e la solidarietà, due tematiche del teatro canzone di Giorgio Gaber, che a metà degli anni '70 assunse posizioni critiche verso il movimento sessantottino, trovando una sponda proprio in quelle persone che, pur facendone parte, iniziavano ad avere dubbi (i però sostituiscono i farò, l'indecisione subentra alla decisione). Non a caso uno dei quattro amici non c'è più: è diventato impiegato in banca. Perché molti protagonisti di quelle proteste di piazza, contro il sistema, sono diventati a loro volta borghesi, entrando a far parte del sistema. 

Un altro decennio passa, siamo negli anni '80 e dunque nell'epoca della "normalizzazione", del "consumismo", simboleggiato dalla giornata al mare trascorsa da uno degli amici con la propria compagna. I due superstiti però credono sempre in un mondo migliore, la speranza non si è del tutto consumata. Ma il passare del tempo confermerà lo spegnimento di quella fiammella. Siamo a inizio anni '90 e c'è una sola persona, ora, al tavolino del bar. Ma ora i quattro amici diventano dei giovani, in un passaggio generazionale: ora sono loro a voler cambiare il mondo, sprigionando entusiasmo. La canzone rimane giustamente in sospeso: ma il verso di Vita Spericolata di Vasco Rossi e quella parola "guai" indirizza lo spettatore verso una soluzione non proprio positiva. È stato così: la generazione dei giovani degli anni '90 non è riuscita a cambiare il mondo e la società consumistica-capitalistica ha preso sempre più piede. 

Ma chi erano, infine, i quattro amici? Gino Paoli, l'amico Giulio Frezza, il giornalista Arnaldo Bagnasco e l'architetto Renzo Piano, come svelato dallo stesso autore in una recente intervista alla Rai.

Quattro amici di Gino Paoli, il testo

Eravamo quattro amici al bar

Che volevano cambiare il mondo

Destinati a qualche cosa in più

Che a una donna ed un impiego in banca

Si parlava con profondità di anarchia e di libertà

Tra un bicchier di coca ed un caffè

Tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò

Eravamo tre amici al bar

Uno si è impiegato in una banca

Si può fare molto pure in tre

Mentre gli altri se ne stanno a casa

Si parlava in tutta onestà di individui e solidarietà

Tra un bicchier di vino ed un caffè

Tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi però

Eravamo due amici al bar

Uno è andato con la donna al mare

I più forti però siamo noi

Qui non serve mica essere in tanti

Si parlava con tenacità di speranze e possibilità

Tra un bicchier di whisky ed un caffè

Tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi sarà

Son rimasto io da solo al bar

Gli altri sono tutti quanti a casa

E quest'oggi verso le tre son venuti quattro ragazzini

Son seduti lì vicino a me con davanti due coche e due caffè

Li sentivo chiacchierare, han deciso di cambiare

Tutto questo mondo che non va

Sono qui con quattro amici al bar

Che hanno voglia di cambiare il mondo

E poi ci troveremo come le star

A bere del whisky al Roxy Bar

O forse non c'incontreremo mai

Ognuno a rincorrere i suoi guai

E poi ci troveremo come le star

A bere del whisky al Roxy Bar

O forse non c'incontreremo mai

Ognuno a rincorrere i suoi guai


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