Fontana di Trevi (di Bonigol)



Fontana di Trevi

Un passo avanti, sul selciato

e parecchi indietro, nel tempo.

Alzare lo sguardo verso il solenne circolo dei gabbiani,

che l'acqua tra i mattoni luccica così tanto.

Poi il suono, il ritmo, un richiamo:

“venite ad ammirarmi!”

Ed eccolo il bianco marmo

levigato dall'eterno scorrere... della vita.

Coriandoli di stoffe multicolori, zaini e berretti con visiere

a far da grezza cornice

per rendere lo specchio liquido

un topazio incastonato nei travertini.

Poi gli spruzzi,

vaporizzati al punto da poter essere respirati.

E' l'arte che ti penetra per osmosi.

E la giapponese, illusa,

che pensa sia possibile racchiudere ciò

in qualche milione di pixel.

Ed eccolo il fischietto

che delimita i confini

e furtivo, l'uomo rattoppato,

ingolosito dai riflessi del nichel sul fondale

più che dalla magnificenza che lo sovrasta.

Chiudere gli occhi e riaprirli

senza interrompere il sogno.

E sorrido all'assenza della ninfa vergine nel vuoto

e penso alla casualità.

Nessuna traiettoria disegnata da una monetina

potrà incatenare il mio desiderio di tornare.

Tornerò e lo faremo tutti,

anche, semplicemente, con il cuore.

                                  

Enrico Bonifazi (Luglio 2013)

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