Likemeback: il film che mette a nudo le ragazze "social addicted"


Film del 2018 del regista Leonardo Guerra Seràgnoli, "Likemeback" racconta la vacanza in barca a vela, nel mare al largo della Croazia, di tre giovani neo diplomate romane di famiglia benestante: Carla (Denise Tantucci), Lavinia (Angela Fontana) e Danila (Blu Yoshimi). Ad accompagnarle c'è solo lo skipper dell'imbarcazione, Josko. 


Come potrete facilmente intuire dal titolo ("ricambia con un like"), il film ruota attorno al mondo dei social. In particolare Lavinia è una giovanissima influencer di successo. Ma anche le due amiche sono sempre connesse, benché per scopi diversi: Danila, alla ricerca dell' uomo con cui avere il primo rapporto sessuale, naviga su Tinder, nella (erronea) convinzione che i suoi coetanei non siano interessanti e meritevoli delle sue attenzioni; Carla invece con lo smartphone mantiene i contatti con il fidanzato. Sembra banale la morale del film: le ragazze, invece di godersi la vacanza e i posti da sogno, trascorrono il loro tempo a fare selfie e a pubblicare foto sui social (questo soprattutto Lavinia). Ma "Likemeback" scava più a fondo, parla infatti dell'amicizia, di quanto soprattutto possano essere fragili le amicizie di oggi, a causa appunto dell'ingerenza dei social, che scatenano soprattutto gelosie e spirito di competizione.


Delle tre ragazze, Carla sembra la più matura e anche forse la più alienata del gruppo. Lavinia è ovviamente la più superficiale, Danila, ragazza ancora acerba mentalmente, prova a emanciparsi esibendo in modo sfrontato il suo corpo, integralmente nuda, nonostante la presenza dello skipper. Le tre giovani e bravi attrici (peccato solo per i troppi sussurri e singhiozzi della parte finale) che le interpretano sono perfettamente calate nella parte. Risalta la loro bellezza naturale, senza trucco. E truccandosi, per la serata in discoteca, assumono un aspetto più maturo, trasmettendo perfettamente l'idea di ragazze che si lanciano nel mondo degli adulti senza avere ancora gli strumenti per interpretarlo e soprattutto i mezzi per difendersi.


Anche se la rottura degli equilibri è provocato non da terze persone, ma dal gesto di una delle tre ragazze, Danila, che riprende con il telefonino il rapporto sessuale tra Carla e lo skipper, per poi pubblicarlo in rete. È Carla a sedurre l'uomo, che però viene schiaffeggiato da Lavinia, all'apparenza la più superficiale delle tre, invece di colpo la più responsabile. Ma quello schiaffo è uno spostare la responsabilità: alla fine il gesto esecrabile è quello di Danila, spinta dalla gelosia per l'amica. Lei aveva avuto quel rapporto sessuale tanto bramato da Danila, fortemente delusa dall'uomo conosciuto da Tinder e dal suo approccio. Ma a 19 anni ci sono delle responsabilità e l'immaturità non è giustificazione per quel gesto: non una bravata, ma un reato. Il film si chiude così con le tre ragazze e i loro sguardi svuotati. Carla, la ragazza fedifraga e disonorata. Danila, la carnefice, che con il suo gesto ha segnato la propria vita e quella dell'amica. Lavinia, che forse ha compreso una dura lezione: nella vita non contano i follower e i mi piace, contano le relazioni che riusciamo a far nascere e coltivare. E quell'amicizia, tra loro tre, era troppo fragile per essere definita tale.

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