Una storia disonesta, ovvero l'arte di fare politica: il brano cult di Stefano Rosso


"Una storia disonesta" è il brano più famoso della produzione cantautoriale di Stefano Rosso. Tutti conoscono il ritornello "Che bello, due amici, una chitarra e lo spinello". Pochi sanno che la canzone, nelle intenzioni dell'autore, doveva essere pubblicata con il titolo "L'arte di far politica": ma i discografici ripiegarono su un titolo più prudente.

Ma il senso de "Una storia disonesta" era racchiuso perfettamente nel titolo: il protagonista della canzone infatti si dice contrario alla legalizzazione dell'hashish ("Il vizio non è stato mai un partito sano"), eppure a un certo punto "sbologna" i suoi 15 ospiti per rimanere solo e fumarsi uno spinello. Come i politici, che predicano bene e razzolano male, pronti a censurare certi comportamenti che poi mettono essi stessi in pratica. 

Stefano Rosso critica naturalmente anche moralisti e benpensanti, sempre attraverso lo stesso protagonista che, esplicitamente, afferma la necessità di mantenere una certa reputazione, altroché girare con lo spinello in bocca "per due boccate di felicità": un comportamento di facciata tipico del borghese medio. Politica e i borghesi "piccoli piccoli", bersagli della produzione cantautoriale di Stefano Rosso (e non solo). 

Una storia disonesta: il testo

Si discuteva dei problemi dello stato
si andò a finire sull'hashish legalizzato
che casa mia pareva quasi il parlamento
erano in 15 ma mi parevan 100.
Io che dicevo "Beh ragazzi andiamo piano
il vizio non è stato mai un partito sano".
E il più ribelle mi rispose un po' stonato
e in canzonetta lui polemizzò così:
"Che bello
due amici una chitarra e lo spinello
e una ragazza giusta che ci sta
e tutto il resto che importanza ha?
che bello
se piove porteremo anche l'ombrello
in giro per le vie della città
per due boccate di felicità".
"Ma l'opinione - dissi io - non la contate?
e che reputazione, dite un po', vi fate?
la gente giudica voi state un po' in campana
ma quello invece di ascoltarmi continuò:
"Che bello
col pakistano nero e con l'ombrello
e una ragazza giusta che ci sta
e tutto il resto che importanza ha?"
Così di casa li cacciai senza ritegno
senza badare a chi mi palesava sdegno
li accompagnai per strada e chiuso ogni sportello
tornai in cucina e tra i barattoli uno che...
"Che bello
col giradischi acceso e lo spinello
non sarà stato giusto si lo so
ma in 15 eravamo troppi o no?".
E questa
amici miei è una storia disonesta
e puoi cambiarci i personaggi ma
quanta politica ci puoi trovar

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