
"The Mouse Trap" (2024) è praticamente un film "scam": scaduti i diritti della prima versione di Topolino (il primo cartoon animato Steamboat Willie), il regista Jamie Bailey decide di mettere in scena le gesta di un serial killer che nasconde il proprio volto utilizzando una maschera del celebre personaggio Disney. In teoria c'è un elemento soprannaturale (senza alcuna spiegazione), perché la maschera "ipnotizza" Tim Collins, titolare di una sala giochi, trasformandolo in un uomo assetato di sangue. Ma è appunto un film "scam" perché, maschera a parte, non c'è nulla che possa richiamare alla memoria il celebre topo: come giustamente faceva notare un critico cinematografico, non c'è alcun riferimento al mondo Disney, né c'è il tentativo di sforzarsi nell'imitare la voce del personaggio. Ecco perché è un film "scam": siamo contrari al fan-service, ma qui c'è il vuoto totale, dopo la scena in cui Collins, nel suo ufficio, proietta Steamboat Willie, prima di essere "posseduto".
"The Mouse Trap" ha l'intenzione di essere uno slasher moderno che non vuole prendersi troppo sul serio, almeno a sentire alcune battute (ma una sola riuscita. Non certo quella: "non guardo film horror perché scopo", o qualcosa del genere). Il problema è che per non prendere troppo sul serio il film basta semplicemente la fotografia da puntata di una serie moderna dei Power Rangers, o di un film dell'Asylum; oppure soffermarsi sulla recitazione degli attori.
Questo slasher "topolinesco" è oltretutto terribilmente noioso: per un'ora non succede praticamente nulla, il topokiller prende a bastonate i ragazzi di una squadra di hockey senza ucciderli (se ciò avviene, è praticamente off-screen), poi brutalizza gli invitati alla festa di compleanno all'interno della sala giochi. Praticamente anche la (brutta) versione di Winnie Pooh è uno slasher, ma lì almeno c'è un tentativo di costruire una "lore" (come dicono gli youtuber) e c'è splatter a fiumi.
"Mouse Trap" solo verso la fine spinge un po' il piede sull'acceleratore del "gore". Ma l'epilogo con decapitazione fa ridere, più che spaventare, e sorprende lo spettatore non perché sia un colpo di scena, ma perché il malcapitato è lì che cerca di capire i motivi per cui il topokiller sia inerme di fronte alle luci stroboscopiche; e ancor di più a ragionare sui poteri di teletrasporto dello stesso. Mentre è distratto, ZAC. Poi lo ZAC che si vorrebbe fare è quello alla pellicola affinché non sia più proiettata (e nel contempo gettare ogni supporto digitale), ma purtroppo ci sarà anche un seguito di questo "Mouse Trap". E ovviamente non ce lo perderemo: non perché ci aspettiamo, finalmente, qualche riferimento in più al mondo di Topolino, ma semplicemente perché siamo (anche) cultori di film brutti. Benché questo sia fortemente autopunitivo anche per un appartenente a questa categoria...
Voto: 3.
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