Ritratti: Stefano Pioli, l’allenatore “qualunque” divenuto Mister (di Claudio D'Aleo)

Foto Ac Milan


Stefano Pioli
è nato a Parma il 20 ottobre del 1965. Alto 183 cm. pesa 76 kg. Ha allenato pressochè ovunque con alterni risultati: Bologna, Chievo Verona, Salernitana, Modena, Parma, Grosseto, Piacenza, Sassuolo, Palermo, Lazio, Inter, Fiorentina. Dal 9 ottobre 2019 è l’allenatore del Milan. Come calciatore ha brillato soprattutto alla Juventus dove ha giocato, molto bene, nel ruolo di “stopper” dal 1984 al 1987 collezionando 36 presenze e nessun gol.

Il modulo tattico
di riferimento è il 4-2-3-1 che, all’occorrenza può trasformarsi, anche a partita in “corso”, in 3-5-2 o in 4-3-3. Allo studio, per il Milan, un sistema concettualmente diverso: il 4-3-1-2. Il tecnico ritiene che cambiare sia importante per evitare che gli avversari si abituino in fretta a prendere le “misure”. In carriera ha quasi sempre fatto così. Pioli è alla ricerca del primo trofeo da allenatore. Finora solo qualche buon piazzamento ma nulla di più. 

L'UMILTA' AL POTERE Stefano Pioli è il “normalizzatore” che tutti vorrebbero nel proprio Club. L’allenatore che più di altri sa miscelare perfettamente i propri obiettivi professionali a quelli di squadra e Proprietà. Pioli sta raccogliendo adesso, col Milan, quei frutti che, dopo Sacchi e Capello, solo Ancelotti prima di lui aveva raccolto. Parliamo di “gioco” e di “amalgama” tra i vari comparti. Non tecnici “aziendalisti” “sic et simpliciter”, dunque, bensì padri di famiglia, “assemblatori” di qualità e di virtù tecniche e umane a tutto vantaggio del gruppo e del lavoro. Studiosi del calcio. Il che è quanto dire. Per qualche analista Ancelotti e Pioli avrebbero diversi punti in comune. Non il Palmares, ovviamente, perché in quello non c’è né potrebbe esserci partita, almeno per il momento. Qui si disquisisce di qualità umane e morali prima ancora che professionali. Conta l’essere “uomo” prima che allenatore. Conta capire il ragazzo prima che il calciatore. Più facile a dirsi che a farsi. In tutto questo la continuità tra i due tecnici si ravvede e tanto. Sia Carlo che Stefano sanno “estrapolare” il meglio da ogni singolo calciatore, sanno ascoltarli e discutere con loro e sanno utilizzarli secondo quelle che sono le loro reali abilità e caratteristiche. Carlo è andato oltre. Ha trasformato ad esempio Andrea Pirlo nell’immenso metronomo davanti alla difesa che è stato sia al Milan che alla Juventus. Pioli non è da meno. Nel Calabria utilizzato a centrocampo vediamo le stesse qualità innovative riscontrate anni fa in Ancelotti. Ma anche nel modulo ci sono tracce importanti di chiara innovazione.

Il 4-2-3-1 ha aperto scenari tattici importanti e dato la stura al “genio” e all’abilità di parecchi giocatori che fino a qualche tempo prima non avevano mai brillato. Kessie, Calhanoglu e Bennacer, ad esempio. Tre nomi non a caso.  Ora sembrerebbero allo studio ulteriori cambiamenti tattici. Vedremo. Fino al Milan Stefano Pioli non aveva raccolto tantissimo pur avendo allenato squadre di un certo prestigio, vedi Bologna, Fiorentina, Lazio e Inter. Cosa si sia modificato ed evoluto nel corso degli anni nel bagaglio culturale e professionale di questo allenatore fin troppo umile e da sempre restio alle prime pagine dei quotidiani, non è dato saperlo. Oggi Pioli è un signor allenatore. Questo è certo. Dopo anni vissuti nell’anonimato o quasi il Milan è una signora squadra con una identità tattica ben definita e un gioco spettacolare. Pioli e il Milan si sono cercati, trovati e “rilanciati”, oseremmo dire, a vicenda. Pioli uomo non è cambiato. Pioli allenatore sì.

L'ALLENATORE DELLA SVOLTA Stefano, prima del Milan, non era certamente tra i tecnici più ambiti e accreditati per guidare una grande squadra. All’Inter non aveva fatto benissimo e neppure benissimo aveva fatto altrove. Forse a Roma “sponda” Lazio, a Bologna e, specialmente a Firenze, ancora oggi lo rimpiangono. Molti lo definiscono allenatore da “prima” stagione e “basta” in quanto, dalla seconda in poi le sue squadre, per qualcuno, non renderebbero più come prima. Statistiche interlocutorie ma pesanti. Da quando è al Milan Pioli sta dando a tutti le risposte desiderate. E le sta dando coi fatti non con le chiacchiere.  Ciò nonostante ancora c’è chi sostiene che ci sarebbe voluto ben altro per guidare un Club prestigioso come quello rossonero. Non siamo d’accordo. Se il Milan oggi è un gruppo importante di questo va dato merito a Pioli.

INNOVAZIONE Pioli sa leggere le partite come pochi. Studioso di calcio, colto e competente sa capire il gioco degli avversari e canalizzare la propria squadra verso quei contesti tattici. Nel Pioli milanista troviamo piccole tracce dell’indimenticato Paron. Come Rocco, Pioli sa trattare i propri calciatori quasi fosse loro padre; sa capirli, sa dotarli di quelle armi morali e umane che fanno la differenza se ben dispiegate, poi, in campo. Quest’annata è come quella in cui ti viene fuori il vino migliore. E’ figlia di tanto lavoro, di tanta voglia di crescere e di tanto impegno. Il 4-2-3-1 non è certamente frutto del caso ma di una valutazione attenta e mirata del potenziale tattico e tecnico che Pioli ha a disposizione. Il cambio di marcia del Milan rispetto alle annate precedenti nasce proprio da questa intuizione affatto banale. E’ un modulo che ben si adatta all’avversario di turno ma che ti premette qualunque tipo di modifica anche a partita in corso. Il Milan finora non ha mai sfigurato. Ha sempre giocato la propria partita ad armi pari con qualunque avversario sia di alta che di bassa caratura. Uno dei segreti di questo Milan è la capacità della squadra di adattarsi a qualunque avversario senza battere ciglio. Calhanoglu con Pioli è rinato. Dopo chissà quanti anni il Milan ha un numero “10” a tutto campo. Kessie è il motore della squadra; sale e scende per il campo come una locomotiva. Tampona e costruisce senza soluzione di continuità. Un signor centrocampista.  E che dire di Kjaer diventato con Pioli uno dei migliori centrali del Campionato dopo essere stato cestinato dall’Atalanta di Gasperini? Pioli ha lanciato Gabbia, Kalulu (nella doppia veste di terzino e centrale) e Saelemaekers. Ha fatto di Calabria uno dei migliori terzini destri del Campionato e sta lavorando sodo su Tonali per farlo diventare il cervello del centrocampo del Milan. Il ragazzo è giovanissimo. Lasciamolo crescere. 

CAMBI TATTICI E CREDO CALCISTICO
C’è molto dell’allenatore in questo Milan “camaleonte” che sa adattarsi egregiamente ai temi tattici dell’avversario anche a partita in corso. E c’è molto di Pioli in questo gruppo di amici prima ancora che di calciatori. Uomini capaci di soffrire, collaborare tra di loro e aiutarsi reciprocamente nei tanti momenti di difficoltà propinati dalla partita. Pioli ha saputo trasmettere a tutta la squadra la sua grande voglia di crescere, di affermarsi e di migliorarsi nell’interesse del gruppo. Pioli e il Milan oggi sono qualcosa di estremamente importante. Un patrimonio da tutelare, potenziare e non certo disperdere. Ad ogni modo l’allenatore “qualunque” ha ormai lasciato il posto al Mister per definizione. Il che è quanto dire. Un taglio netto col passato che lascia spazio a pochissimi dubbi. 

Claudio D’Aleo


Commenti

  1. Non lo so.. io avrei atteso un paio di partite per questo post, magari anche solo quella di stasera e quella di domenica.. ..tutti purtroppo conosciamo i classici "sbraghi" delle squadre di Pioli.. ma la fiducia rimane, e al tifo non si comanda.. ;)

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    1. Forse si doveva aspettare giugno :D
      E' lì che si farà il bilancio su questi due anni di Pioli...

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  2. Non è un grande. Sacchi diceva che il miglior interprete del suo gioco era Ancelotti, che da allenatore ha vinto tanto. Pioli, no. Quest'anno sembrava migliorato, forse si è inorgoglito e
    a che gli chiedeva come aveva fatto il Milan a segnare dopo un minuto dall'inizio dell'incontro, rispondeva: "Noi in allenamento non pettiniamo le bambole".
    Insomma si è sopravvalutato, ha gonfiato il petto e ha cominciato a perdere.

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    1. "Insomma si è sopravvalutato, ha gonfiato il petto e ha cominciato a perdere".
      Esattamente. Tutto il Milan ha perso umilità.
      Il rischio di deriva è alto.

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  3. mah... secondo me (e lo scrivo col massimo della neutralità) il Milan ha perso un grosso treno rinunciando a Ragnick per questa stagione.

    Potevate diventare un nuovo Lipsia, cioè squadra giovane e bella da vedere, ritmi elevati da calcio europeo, nessuna paura di lanciare giovani, predilezione di tecnica e velocità a scapito di un calcio ruminato giocato a 2 all'ora (queste due settimane di calcio europeo è stato l'ennesimo fallimento del calcio italiano, ma nessuno sembra capire!) e si è invece preferito il "normalizzatore" Pioli, un buon allenatore per carità, ma che del suo calcio si sa già tutto e da cui non ci si può aspettare poi granché (un piazzamento CL se si allineano gli astri).

    Mi chiedo se mai il calcio italiano potrà svecchiarsi, facendo il salto che già Inghilterra e Germania hanno intrapreso con successo, mentre noi siamo ancora ancorati per spocchia e ignoranza agli anni '90, salvo poi scimmiottare la roba più facilmente applicabile (vedi la deleteria costruzione dal basso, che mi ricorda un po' la "zona sporca" di tanti vecchi allenatori amanti della "uomo") solo per togliersi la nomea di "neanderthal del pallone"...

    Mia risposta? No, nemmeno le medio-piccole (al netto di isole felici come Atalanta o Verona) sono capaci di indicare la strada alle grandi. Sembra di vedere la rassegnazione della società italiana, anche nelle fasce più giovani, nei confronti della politica del malaffare, come se questo mondo dovesse sempre andare avanti come è andato fino ad oggi a suon di raccomandazioni e oliamenti di ingranaggi!

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    1. "mah... secondo me (e lo scrivo col massimo della neutralità) il Milan ha perso un grosso treno rinunciando a Ragnick per questa stagione".

      Tu lo scrivi con il massimo della neutralità, io lo penso:
      da osservatore di calcio (neutro) e da tifoso :D.
      Se il Milan dovesse finire sotto il quarto posto, la rinuncia a Rangnick rischia di essere davvero sanguinosa.
      Poi magari con Rangnick il primo anno saremmo arrivati decimi, ma si sarebbe lavorato su questi giovani talenti (alla Kalulu per dire) per poi migliorare nella seconda stagione.
      E' ovviamente un discorso del se e del ma...
      Però io ci penso.
      Anche perché Pioli ha delle responsabilità in questa crisi del Milan.
      Se poi è una crisi passeggera e fisiologica, ok.
      Ma in caso contrario...

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    2. diciamo, a sua discolpa, che adesso ha mezza squadra stanca (perché per mesi hanno portato la carretta) e mezza squadra appena rientrata da infortuni, quindi delle attenuanti gliele concedo.

      Adesso è però anche il momento della verità, cioè deve saper tenere dritta la barra, fare scelte anche coraggiose seppur impopolari (esclusioni eccellenti di gente fuori forma: se Kjaer non si regge in piedi, meglio Tomori, che però non gioca sennò devono riscattarlo a peso d'oro... e qui torniamo nella vecchia discussione degli allenatori aziendalisti, "yes men col patentino" delle dirigenze).

      Come accusa però metterei anche il non essere saputo andare oltre il palla ad Ibra che vede-e-provvede: Rebic e Leao non saranno Lukaku e Lautaro (e comunque parliamo sempre di campionato italiano, dove vale il vecchio adagio "in un mondo di ciechi, l'orbo è re"!), ma tutti e due sono avulsi dal gioco, messi a sbandierare e non segnano manco col lapis.

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    3. Ragazzi, perdonatemi... Fino a gennaio tutti pensavamo che Pioli fosse un bravo allenatore e che Gazidis avesse fatto bene a non prendere Ragnick (con Ragnick Maldini non sarebbe mai rimasto al Milan). Dopo 4 partite cambiamo idea su tutto e su tutti? Non mi sembra coerente e neppure rispettoso di quanto finora fatto dalla squadra, dalla dirigenza e dalla proprietà. Vero è che il calcio macina tutto e tutti in men che non si dica e che oggi sei alle stelle e domani sulla polvere, ma in fondo siamo ancora secondi in Campionato e presenti in E.L.. Quanti di voi in estate avrebbero scommesso su questa attuale posizione in classifica del Milan? Che cosa sta facendo Ragnick in questo momento? E siamo sicuri che un Milan senza Maldini, Ibra e parecchi dei protagonisti di adesso avrebbe oggi una migliore posizione in Classifica? Calma e gesso, ragazzi.... Io penso che l'errore di presunzione non lo stia commettendo Pioli che pure ha una gran voglia di vincere e affermarsi, ma parte della tifoseria rossonera. Questo Milan non è stato costruito per vincere il Campionato (chi ha creato queste illusioni non ha fatto il bene della squadra) ma solo per attestarsi in Champions League e ben figurare un pò ovunque. Per il Campionato se ne riparlerà negli anni a venire e serve una progettualità che cmq è ben viva e presente. Il Milan è la squadra più giovane del Torneo. Finora abbiamo giocato un ottimo calcio. Questi alti e bassi ci stanno tutti. L'Inter è fuori da tutto ed è prima in Campionato. Ora la esaltano tutti. Evviva! Aspetterei a dire che sta facendo improvvisamente benissimo e lo stesso dicasi per la Juventus. Io sono un estimatore di Pioli e ritengo stia facendo bene. E sono convinto che questa flessione che è soprattutto mentale e un pò fisica, sia del tutto normale e durerà poco. Il Milan si riprenderà e continuerà a macinare bel gioco e risultati. Abbiate fede. Accetto scommesse. Un caro saluto. a tutti.

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    4. Mitico, ovviamente il campo rimarrà il giudice supremo di Pioli. Rangnick poteva essere un flop clamoroso (lo sarebbe stato sicuramente il primo anno), ma ovviamente era una scelta radicale che andava nella direzione di costruire una squadra forte con giocatori giovani e a basso costo.
      Pioli finora ha portato questo compito avanti con bravura, giovandosi anche di elementi esperti come Kjaer e Ibra.
      Però da tifoso milanista, in questo 2021, non ho mai visto la squadra brillante del periodo post lockdown. E' vero: covid e infortuni hanno fiaccato i nostri giocatori, così come la fisiologica stanchezza per aver iniziato la stagione molto presto, prima degli altri, con i preliminari.
      Ma la preoccupazione (da milanista) e il dubbio (da osservatore) che il Milan abbia dato e la favola sia finita, c'è.
      I precedenti per Pioli parlano, purtroppo..
      Non è questione di due partite andate male.
      Comunque io quel 2-0 preso da Lo Spezia non l'ho digerito.
      Una squadra che vuole arrivare in Champions League non può farsi umiliare così.
      Da tifoso mi sento umiliato quando sento Romagnoli dire: "abbiamo sottovalutato la partita".
      Mi sento umiliato nel vedere il Milan preso a pallate dall'Atalanta e anche dall'Inter.
      Questo a prescindere dall'essere primi o secondi, dalla stanchezza e degli infortuni.
      Perché torniamo indietro nel tempo, al solito Milan degli ultimi anni, quello dei giocatori con le palle mosce.
      Per questo ogni tanto penso a Rangnick: uno come lui non avrebbe tollerato un atteggiamento come quello visto a La Spezia.
      Poi per carità, se Pioli dovesse guidare una grande cavalcata bis, potrete venire tranquillamente a darmi del coglione.
      Da tifoso mi auguro ovviamente abbia ragione tu, mitico Claudio, sperando che sia la paura a parlare e non la razionalità :)

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    5. @Claudio: Ragnick poteva essere un nuovo Sacchi. E sappiamo benissimo che Sacchi non è valutabile solo dall'argenteria alzata al cielo (nel suo caso anche notevole).

      Se conta il risultato, allora Berlusconi all'epoca ha sbagliato a non chiamare subito Capello e vincere di scudetti in serie di 'ortomusismo nonostante squadre di due cilindrate superiori alla concorrenza (in rosa aveva almeno uno dei top 3 mondiali dell'epoca in quasi tutti i ruoli, forse giusto giusto il portiere non era ai livelli degli altri), ma senza lasciare un'impronta nel calcio (italiano forse, sicuramente non mondiale).

      E lo scrivo io che tempo fa proprio su Sacchi ne ho scritte di cotte e di crude proprio perché colpevole di aver vinto forse troppo poco con quella squadra all'interno dei patri confini (1 scudetto su 4)

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    6. Che poi sembra che la questione sia solo o Rangnick o Pioli..
      In realtà tocca radici più profonde: la progettualità.
      Il fatto già di avere Ibra come fulcro della squadra fa pensare a un progetto che certamente fa crescere giovani talenti, ma fortemente radicato sul presente.
      Con il rischio che dopo Ibra si debba ripartire da molto più indietro...

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    7. Andrea il Napoli di Maradona e l'Inter del Trap non era molto inferiori al Milan...

      Pensa che la tua Inter 1988-1989 fece 26 vittorie su 34 partite in quel campionato di mostri!

      Il Milan era godzilla ma Napoli e Inter erano comunque squadre titaniche...

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    8. Ciao mitico, bentornato. Mi fa piacere rivederti :) (hai visto il Milan che flop ha fatto, ahha)

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    9. Grazie mille!

      Immaginavo un calo del Milan ma non così vistoso...

      P. S. Hai cambiato indirizzo mail?

      * Mi sono dimenticato di inserire anche la Sampdoria tra le grandissime squadre dell'epoca di Sacchi al Milan.

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    10. No, è sempre quella di prima! No, adesso non la cambio più, visti i danni che ho fatto un anno fa.
      Quella che vedi qua non è la mia mail privata, bensì quella del blog .)

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    11. P. S.
      Ho perso la tua mail...
      Con la chiusura dei miei account avevo cancellato tutti i contatti.

      Puoi ridarmela?

      Va bene anche tramite un messaggio privato.


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    12. P. S. 2

      Grazie è arrivata!

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    13. Perfetto, ti ho mandato due mail :)

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  4. Cito un ottimo intervento letto sul forum MilanWorld:

    Vincere può capitare nella partita secca e con un sorteggio benevolo, ha vinto il Siviglia che non era certo superiore a questo Milan (e lo affermo con certezza, ricordo bene la formazione del Siviglia).

    Ma arrivare quinti sulle 38 partite con un girone d’andata da 43 punti e 14 rigori darebbe segnali pessimi sul valore della squadra. Quasi drammatici. Vorrebbe dire dover fare una grande campagna acquisti solo per riqualificarci il prossimo anno (perché 14 rigori in un girone, leciti che siano -e c’erano tutti meno due, come sappiamo-, lì rivedremo forse tra 50 anni, perché i falli in area non sono così frequenti, checché se ne dica, né ne capitano normalmente così tanti ad una singola squadra).

    Bisogna guardare aldilà del proprio naso, ovviamente anche io vorrei vincere l’EL, ma arrivare quinti sarebbe un disastro comunque (perché se arrivi quinto in un’annata in cui hai fatto un girone d’andata come il nostro vuol dire che non non solo non vali le prime 4 ma vali un sesto/settimo posto in un’annata normale).

    Se l’EL deve arrivare bene, ma deve arrivare con minimo (minimo) un quarto posto. Io personalmente mi riterrei ragionevolmente soddisfatto con una qualificazione tranquilla. Visto il girone d’andata qualificarsi alla CL abbastanza tranquillamente vorrebbe dire davvero poter lottare per il titolo coi giusti innesti (invece qualificarsi a stento dopo un girone d’andata asburgico vorrebbe dire dover spendere ingenti risorse solo per un nuovo piazzamento).

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    1. mah, bisogna vedere... nonostante l'ottimo girone d'andata, il treno champions non si è snocciolato, sono ancora tutte lì e avete un vantaggio minimo con un finale di anno tremendo (Juve e Atalanta fuori casa).

      Per dire, la prima Inter di Spalletti che acciuffò la CL all'ultimo minuto dell'ultima giornata, erano in 5 in fuga, cosa che permise di rimanere lì lì e piazzare la zampata decisiva all'ultimo...

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    2. Appunto: nonostante gli sforzi sono tutte lì dietro.
      Ma il Milan un vantaggio ce l'ha.
      Non lo può dissipare ancora...

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  5. Claudio, Pioli non è un allenatore di valore. Quando ho visto che vinceva tutte le partite ho
    pensato subito che aveva studiato una partenza a razzo. Così è stato, ma ora il Milan è stanco e non credo che riprenderà fiato.
    Del resto il Milan l'ha preso dopo il flop di Giampaolo, l'allenatore che insegna un buon calcio, ma perde sempre.

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    1. E' un altro punto nodale della questione.
      Il Milan del post lockdown è stato frutto di una serie di congiunzioni favorevoli?Quest'anno è partito benissimo per una preparazione più sprint?
      Il campo ci darà il responso.

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  6. ti espongo un mio pensiero molto personale che potrebbe ovviamente non essere condiviso: io penso che Pioli sia bravo ma non l'allenatore a lungo termine per il Milan. Sicuramente sotto la sua guida c'è stata la tanto attesa ricostruzione (vuoi anche per l'ottimo lavoro di Maldini e l'innesto di Ibra). Eppure c'è qualcosa in lui che mi porta sempre a pensare che rinnovargli la fiducia sia stata una mozza azzeccata solo a metà. Di certo grazie a lui il Milan tornerà in Champions ma si parla tanto di Zlatan, della sua padronanza in campo, della sua esperienza. C'è anche Maldini, il quale viene elogiato per gli acquisti e i giovani. È come se la sua figura fosse poco carismatica o comunque un tantinello ridimensionata a discapito di altri protagonisti. Lui sicuramente ci mette la faccia, il cuore e il coraggio e da questo punto di vista merita soltanto stima. Ripeto però c'è qualcosa in lui che non mi convince e penso che non durerà a lungo appena il Milan avrà l'occasione di fare il definitivo salto di qualità. Ad ogni modo è sempre stato uno che le sue imprese tra salvezze, qualificazioni alle coppe ecc le ha fatte. Vedremo

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    1. Pensa: Maldini per me è la Certezza del Milan.
      Qualunque decisione prenderà a fine stagione sarà la decisione migliore.
      E' come dici tu: Pioli non è allenatore a lungo termine.
      O meglio: lo può essere, lo può diventare.
      Lo deve dimostrare partendo da questa stagione.
      Poi chiaro: alla fine della veglia il Milan potrebbe arrivare quinto, sesto o settimo esclusivamente per demeriti di una rosa troppo giovane o comunque non all'altezza delle rivali.
      Tutti fattori che Maldini dovrà bilanciare bene nel giudizio finale.

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  7. Posso esprimere un mio giudizio da estranea al mondo del calcio?
    Dicevo proprio pochi giorni fa a mio marito che il Milan ha dormito per quanto, vent'anni? E si è risvegliato con un allenatore "di emme".
    Cioè i meriti di questa stagione meno fallimentare delle altre vanno davvero a lui?

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    1. Ma povero Pioli :D.
      E' un buon allenatore, questo non glielo toglie nessuno...Poi sarebbe bello che dimostrasse davvero di essere il top, come nel campionato..post lockdown.

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  8. Mi è simpatico per il taglio di capelli come il mio, e la barba (anche se la mia è un po' più nera) e anche perché è stato un allenatore del mio Chievo, anche se poco (una stagione, mi pare, forse due). Non me lo ricordavo come giocatore della Juve, per la quale in quel periodo tifavo. Mi fa piacere che si stia facendo strada, spero per lui che con il Milan sia la volta buona. Da questo articolo pare proprio sia così.

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    1. Era un buon difensore, Pioli. Da allenatore sta facendo bene, anche se temo che, visti i risultati recenti del Milan, il salto di qualità per lui rimanga ancora un'utopia..

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  9. A me non è mai piaciuto tantissimo. Gli ultimi risultati mi stanno dando torto, e spero per voi tifosi del Milan che continuino a farlo... :D

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    1. Ieri diciamo che ci sono stati altri argomenti per i critici di Pioli..

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