Interceptor: il mito di Mad Max (di Bonigol)


In un futuro prossimo, sulle strade di una distopica e desolata Australia, sfreccia a tavoletta "Nightrider" a bordo dell'Interceptor V8 (auto progettata per il corpo speciale di polizia Main Force Patrol) che ha appena rubato.  L'uomo non è che uno dei tanti "sciacalli" e razziatori, riuniti in bande motorizzate (con vecchie auto e motociclette rielaborate) che vagano per le outback, in cerca di cibo, acqua e carburante, seminando il panico tra la gente pacifica e compiendo furti e atti di violenza gratuita. I pochi militanti del corpo speciale, "strozzati" da gerarchie politiche e burocrazie giudiziarie, faticano a far rispettare le leggi. Di quel Main Force Patrol  fa parte l'impavido Max Rockatansky (Mel Gibson) che sfiderà l'ostruzionismo dei vertici e diverrà un vendicatore solitario. 


Interceptor

Il mito di Max il folle (Mad Max) si dirama lungo le strade polverose di una terra arida (anche di umanità), "buca" gli schermi cinematografici (e televisivi) ed entra in noi, nei nostri cortili e perfino nei nostri giochi, con l'impatto di un supereroe che sa mettere le cose a posto. 


Il vendicatore in azione


È il 1979 quando il film viene distribuito nelle sale e la guerra fredda, in realtà, è "caldissima". L'incubo della bomba atomica in possesso alle superpotenze ispirava il cinema e le arti ad immaginare e temere la fine della civiltà, spingendo sceneggiatori e autori di romanzi a domandarsi: come faranno  gli uomini e le altre creature viventi a sopravvivere in un mondo senza regole e con poche risorse Proprio su questo interrogativo è incentrata la "poetica" di una sceneggiatura dalla quale molte opere hanno attinto a pieno pennello (impossibile non cogliere le analogie con l'ossatura dell'autorevole manga "Ken il Guerriero", per citarne uno). Interceptor è un film che parla al pubblico attraverso il rombo dei motori e il battito del cuore. Il confronto a distanza tra Max e Toecutter (il boss degli "sciacalli"), passa attraverso perdite dolorose di amici e affetti. Il "cattivo" è di quelli che non puoi fare a meno di odiare: insolente, spietato, perfido, con una distorta moralità in virtú della quale "regna" sulla banda di "centauri". Egli insegue a sua volta un proposito di vendetta (ritiene Max responsabile della fine dell'amico Nightrider) ma lo fa con mezzi abietti e "bersagli" trasversali. 


Toecutter

Interceptor, realizzato con un budget assai modesto, ha conquistato pubblico e critica anche nei successivi due capitoli, dal sequel (datato 1981) "Interceptor -il guerriero della strada" (nel quale un Max più  brioso è alle prese con un ladro pasticcione e l'ennesima gang che cerca di impadronirsi di una raffineria dove un'onesta comunità produce carburante), fino al terzo film della saga intitolato "Mad Max, oltre la sfera del tuono" (1985) che si avvale della presenza di Tina Turner (la sua "We Don't Need Another Hero" è il pezzo forte della colonna sonora). In questo ultimo atto della trilogia, il regista George Miller abbandona il modello "action on the road" offerto in precedenza e cede a canoni e contaminazioni  hollywoodiane. Ne sono un chiaro esempio il Thunderdome (l'arena sferica dove Max si cimenterà in un duello epico) e il suo antagonista Master Blaster (un possente colosso cavalcato da un anziano nano), muscoli senza cervello e mente senza corpo. Per non parlare della scena iconica della "comunità" di ragazzi che accolgono (e salvano) Max, esiliato nel deserto e giunto ormai in punto di morte, forse la sequenza dai maggiori influssi anni ottanta.

Mel Gibson-Mad Max nel sequel di Interceptor

Mad Max ha conosciuto nuova vita (e nuovo volto, quello di Tom Hardy) nel quarto capitolo "Fury Road" (2015), firmato dallo stesso George Miller, acclamato come un viaggio fotografico avvincente e suggestivo che avrà un prequel la cui uscita è programmata per il 2023. George Miller ci propone del "day after" una visione selvaggia, inospitale ma non priva della speranza di una ripartenza. C'è tanto di buono in una terra che intende rifiorire e aspetta solo di trovarne la forza e questa forza può giungere anche dal coraggio di un singolo che cerca giustizia.

Bonigol

Commenti

  1. Film della vita, tutti e quattro, nessuno ha saputo mostrarci il futuro possibile come ha fatto George Miller, cambiando il modo di mostrare gli inseguimenti in macchina (e su Blindocisterne) al cinema, lanciando la carriera di Mel Gibson e creando quintali di iconografia come ha fatto quel matto Australiano, avevo in testa di rivederli tutti da qualche settimana, dopo questo post dovrò lanciarmi per forza in un ripasso, per la serie: ogni scusa è buona ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cass, so ovviamente della tua passione per la bellissima saga di Mad Max.
      Però ti dico: preparati ai prossimi martedì, perché arriveranno i cult all'italiana sul genere "copiatura di Mad Max" :D

      Elimina
    2. Una saga senza tempo. Più la guardi e più te ne innamori. Un ripasso è doveroso :)

      Elimina
  2. Interceptor è un buon film.

    RispondiElimina
  3. Il capostipite grandioso e magico. Dal secondo in poi si cala irrimediabilmente verso lo sbrago...😔

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me il secondo piace un casino. E anche il moderno quarto capitolo...

      Elimina
    2. Il primo è sempre il primo :)
      Il quarto invece mi manca. Troppo "dolore" vedere Max interpretato da qualcuno che non sia Gibson. Comunque lo guarderò. ne parlano tutti troppo bene.

      Elimina
    3. Sìsì, devi guardarlo. E' assolutamente all'altezza..

      Elimina
  4. Uau... ma allora non recensisci solo roba italiana :D
    ottima scelta Mad Max, gli altri, come scritto, un po' calanti, ma col nuovo capitolo si riprende alla grandissima!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà è di Bonigol il post! Aspetta che aggiungo la firma a fondo articolo, l'ho omessa.
      (in effetti io continuo imperterrito a recensire solo film italiani :D)

      Elimina
  5. Purtroppo ho un'avversione epidermica nei confronti di Mel Gibson. Insomma, non ce la faccio. Non lo sopporto.
    Ho apprezzato soltanto il celebre "What women want", ed è stato un miracolo.
    Agli altri non ho mai dato una chance che durasse più di otto minuti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao. Veramente? Quindi ti sei persa filmoni come Braveheart, Il Patriota, L'uomo senza volto (eccetera)? Chissà che combinava Mel in quegli otto minuti!
      Scherzi a parte. Anche io digerisco male alcuni attori (ad esempio Val Kilmer) e non mi sono mai riuscito a dare spiegazioni. Di Gibson (se devo "spaccare il capello in quattro") non ho mai ammirato particolarmente il doppiaggio italiano (peraltro Claudio Sorrentino, che non gli ha dato voce negli Interceptor ma in decine di altri film, è morto proprio due settimane fa per via del covid) ma grazie ai dvd con traccia originale il problema è risolto.

      Elimina
    2. Braveheart è un classicone..visto anche in lingua inglese, a scuola!
      Poi anche a me Gibson non sta molto simpatico.
      Invece trovo il suo doppiatore molto bravo..

      Elimina
  6. Mi sono rivisto tutta la saga dopo aver visto "Fury Road" al cinema qualche anno fa. Li amo tutti :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da ragazzino ho consumato le VHS dei primi due :)

      Elimina
    2. Adesso peraltro c'è un maxi cofanetto con tutti i dvd..bellissimo!

      Elimina

Posta un commento

Non ti sentire in dovere di commentare: ti ringrazio per essere qui a leggere, per spendere il tuo tempo qui, in questo piccolissimo spazio del web