La cosa buffa: Gianni Morandi alle prese con un labirinto di sesso e amore


"La cosa buffa", film del 1972 diretto da Aldo Lado, regista degli amati "La corta notte delle bambole di vetro" e "L'ultimo treno della notte", è talvolta catalogato, incomprensibilmente, come commedia erotica.  La vicenda, che ha per protagonista i giovani fidanzati Antonio (Gianni Morandi) e Maria (Ottavia Piccolo), ha sfumature ben diverse: è un piccolo dramma sentimentale legato anche alla sfera della sessualità (le scene di nudo sono assolutamente funzionali e non voyeurismo da buco della serratura tipico della commedia sexy).


Maria è figlia di un ricco industriale, Antonio un giovane maestro di campagna che ha proseguito gli studi per specializzarsi; la relazione sarà ostacolata dai genitori di lei, che reputano il ragazzo un pretendente non affidabile, a causa delle sue condizioni economiche non floride. Fin qui, storia già vista in tutte le salse. La relazione tra Antonio e Maria, a mio parere, è ad ogni modo debole, a prescindere dalle ingerenze genitoriali.

La madre di Maria

Maria quanto ama Antonio? Lui la nota tra i tavoli all'aperto di una caffetteria, lei cede facilmente alle sue lusinghe. Ma in questa spinta verso la relazione amorosa, quanto incide la volontà, il desiderio di emanciparsi dai genitori, di uscire dalla gabbia materna? Antonio, parlando con l'amico Benito, aderisce fermamente al modello di ragazzo che acquista importanza, nella scala sociale, in base al numero di donne con cui riesce ad andare a letto; ma la realtà è ben diversa, Antonio è un ventenne timido e impacciato, le sue prime esperienze sessuali sono inevitabilmente deludenti a causa dell'inesperienza; cosa ancor più evidente quando si porta a letto, anzi viene portato a letto, dalla disinibita Marika. "La cosa buffa" è probabilmente questa: i proclami da grande amatore di Antonio, che già abbiamo capito essere una "sbruffonata" per non sentirsi inferiore all'amico Benito, si scontrano con una dura realtà: quando entrano in gioco i sentimenti, a prescindere da quanto siano forti o deboli, la maschera del "macho" va in frantumi. D'altro canto Antonio potrebbe dare sfogo ai propri istinti sessuali cedendo al corteggiamento della padrona dell'appartamento in cui si trasferisce a vivere, interpretata da un'eccellente Angela Goodwin, la moglie del Perozzi in Amici Miei.

Marika (a destra) con la sua amante

Ma non solo: alla fine è lui, Antonio, a essere usato da una donna, Marika, per il proprio piacere sessuale. E la donna respinge la sua proposta (addirittura) di matrimonio, con tanto di anello, svelando peraltro di essere bisessuale. Ma anche in questo caso, la proposta di matrimonio è frutto di una reale convinzione, oppure è un gesto di disperazione? Io propendo per la seconda; una sorta di rivalsa verso Maria, colpevole forse di non ribellarsi in modo convinto alle imposizioni dei genitori? Oppure semplicemente un adeguarsi ancora una volta ai modelli imposti dalla società? Di sicuro, l'immagine del matrimonio veicolata dal sogno di Antonio non è certo quella di una persona che aspira a diventare marito. E le parole finali, all'amico Benito, sul pericolo scampato del matrimonio, dimostra quanto Antonio, oltre a essere impacciato, sia indeciso e vago. Inevitabile: è una persona che deve crescere e maturare.  Nell'attesa, per lui è meglio mettere la maschera "da macho" e "fingere" di vedere le donne solamente come oggetti, nel rapporto cameratesco con l'amico Benito. L'interpretazione di Gianni Morandi, nei panni di Antonio, è molto buona: un motivo in più, vederlo vestire panni inconsueti (e anche "svestire"), per recuperare questo film dimenticato, tratto da un romanzo di Giuseppe Berto, già autore di "Oh Serafina" (fiaba da cui è stato tratto l'omonimo film con Renato Pozzetto e Dalila Di Lazzaro).

Commenti

  1. Le scene di nudo sono sempre un piacere. Sicuramente meglio il cu.. di Ottavia Piccolo che la faccia di Morandi😀

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Morandi non mi è mai piaciuto. Tutte canzoni banali.

      Elimina
    2. A me di Morandi piacciono le canzoni cantate con Dalla. Vita e Dimmi dimmi. Ne parlerò :)

      Elimina
  2. mai visto né, soprattutto, sentito (sono più i film di cui ho sentito che visti, ovviamente... sono un esperto di fonti indirette xD)

    Ma quindi quella è OTTAVIA PICCOLO? Che io conoscevo solo per il doppiaggio di Lei(l)a in Star Wars... apperò!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. edit: ovviamente era anche la mamma di Pozzetto in "Da grande"

      Elimina
    2. Sai che non mi ricordo come ho fatto a scoprire? Mi verrebbe da pensare che mi sia incuriosito guardando la filmografia di Aldo Lado (Ovviamente io pubblico sempre gli articoli tipo due anni dopo averli scritti ahahha)

      Elimina

Posta un commento

Non ti sentire in dovere di commentare: ti ringrazio per essere qui a leggere, per spendere il tuo tempo qui, in questo piccolissimo spazio del web