Cinema e dintorni: Emma, fenomenologia dell’amore “combinato” (di C.D'Aleo)


Emma è un romanzo della scrittrice inglese Jane Austen, pubblicato in forma anonima nel 1815. Il film è l’adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo. Tema trainante è l’equivoco amoroso. La protagonista, Emma Woodhouse, è descritta come una donna bella, solare, intelligente e ricca. Il film disegna il debutto sul grande schermo del regista Autumn de Wilde e racconta la storia di Emma Woodhouse giovane donna un pò viziata molto lontana dall'idea dall'amore romantico che stenta a gestire. Emma non mostra alcun interesse sentimentale per gli uomini che incontra, ma ama combinare matrimoni per loro. Vivrà alla continua ricerca di se stessa e si troverà a gestire non poche volte emozioni ingovernabili; compirà passi falsi per trovare quell'amore un po' voluto e un po' temuto che le gravita attorno senza che lei se ne accorga. Alla fine Emma cadrà in una di quelle “combinazioni” emotive che ha sempre pensato e studiato per gli altri. Inesperienza, irrequietezza e insicurezza le bloccheranno spesso ogni strada senza però riuscire a fermare la sua “inclinazione”, cercare l’amore negli altri.  A vestire i panni dell’eroina di Jane Austen, Emma Woodhouse, è Anya Taylor-Joy. Nel cast troviamo anche Bill Nighy, nei panni del Sigr. Woodhouse, Mia Goth, Josh O'Connor, Callum Turner, Rupert Graves, Gemma Whelan e Tanya Reynolds.



I PARADOSSI SENTIMENTALI Emma vive nell'Inghilterra dell'epoca georgiana; combina matrimoni in modo a volte maldestro e spesso invadente, cercando di mettere assieme persone che ritiene di conoscere a prescindere dalle effettive qualità delle stesse. Ama la vita e le sue molteplici contraddizioni. Ha un viso accogliente che diventa “freddo” e enigmatico quando prova a gestire le proprie emozioni e i propri sentimenti. E’ una bella e raffinata ragazza perennemente indecisa tra l’amare e il non lasciarsi andare, tra l’amore per sé e quello che invece combina e invoca per gli altri. Dolcemente irrequieta e parecchio volitiva passa le sue giornate impegnandosi a spalmare l’immagine sempre desiderata di se stessa sulla vita e sulle esperienze amorose dei suoi tanti amici cercando di procurare, in loro, con il suo operato, quella piacevolezza sentimentale e quella pace interiore che in se non riesce a trovare.

Emma potrebbe amare, se lo volesse, di un amore stantio e incapace a proporsi compiutamente; questo conflitto interiore sempre in bilico tra il “darsi” e il “non darsi” la porterà a soffrire senza osare per se, a rifiutare di tuffarsi mani e piedi in quegli intrecci amorosi che potrebbero farla maturare e diventare donna e che invece studia e progetta solo per qualcuno vivendo di sfuggita quelle sensazioni. E nel cercare di far scorrere la propria vita tra i vicoli sentimentali dei suoi amici, nel tentativo maldestro di gestire quegli incastri amorosi impegnandosi per quelle felicità e non per la propria, Emma cadrà lentamente, lei stessa, quasi senza accorgersene, in quella rete da sempre immaginata per gli altri; è così che troverà lei stessa l’amore. Ciò accade quando si avvicina ad un aristocratico vicino di casa che erroneamente aveva pensato fosse finito tra le braccia e i sentimenti della sua più cara amica avendo cercato lei stessa di disegnarne, anche in quel caso, le essenze peculiari e i contenuti. 

LO SCORRERE DEL FILM Il film viaggia sugli algoritmi emotivi che i vari personaggi gli costruiscono attorno, in ambienti resi caldi dalla luce delle candele e molto gradevoli da vedere. Ambienti e luoghi figli di in un 800 fatto di trame romantiche, capricci, intrighi sentimentali e profonde sofferenze interiori che si muovono da casa in casa e da luoghi in luoghi come sospinti dal desiderio, profondo, di infrangere con quelle “alchimie” soffuse le regole e la ricorrente monotonia di quei momenti. E’ un film che insegna ad amare dopo aver saggiato e talvolta subito gli innumerevoli “disordini interiori” che l’amore procura; descrive sentimenti parecchio sofferti e vissuti con gli strumenti allora fruibili tra l’altro ben usati dai protagonisti.  Emma non è frivola e neppure insensibile. Sembra fredda, immatura e distaccata ma in realtà teme l’amore pur desiderandolo e preferisce parcellizzarlo nelle persone a lei vicine. In cuor suo vorrebbe essere amata e corteggiata ma l’idea di potersi imbattere nella sofferenza e nelle pieghe di un sentimento che teme e non conosce appieno la tengono lontana, almeno fino a un certo momento, dall’amore.

APPARENZE, USI E COSTUMI In quegli anni si entrava nelle grazie e nei sogni della persona desiderata in punta di piedi imparando a vivere e a soffrire per essa e affidandosi agli altri per argomentarne anche i respiri. Il denaro e la posizione economica avevano spesso la priorità su tutto il resto. Amico di Emma è Mr. Knightley, suo vicino di casa e fratello maggiore di suo cognato, cioè del marito della sorella Isabella. Il romanzo si apre con le nozze della signorina Taylor, governante di Emma, sua amica e confidente. Emma, che ha presentato la signorina Taylor al suo futuro marito, Mr. Weston, ritiene di avere il merito della loro unione e ha tutte le intenzioni di combinare un altro matrimonio appena se ne presenterà l'occasione. Un momento interessante per Emma è l'arrivo ad Highbury di Frank Churchill, figliastro della signora Weston, uomo che non ha mai conosciuto finora ma per il quale ha un vago interesse procurato anche dai coniugi Weston, i quali spererebbero in una loro unione. Emma prova simpatia per Frank Churchill; crede di esserne innamorata perché egli le rivolge delle attenzioni e perché molte persone dicono che insieme formerebbero una coppia perfetta. Successivamente, quando capisce che non lo ama, Emma decide di far sì che Frank si fidanzi con Harriet, sua cara amica, credendo che questa ne sia innamorata. Mrs. Weston confida ad Emma di avere la sensazione che Mr Knightley sia innamorato di Jane. Emma non ci crede e dichiara immediatamente che non vuole che Mr. Knightley si sposi, perché così sarebbe il nipotino Henry ad ereditare i beni della famiglia Knightley. Quando Mr. Knightley, durante la gita a Box Hill rimprovera Emma per un insulto sconveniente a Miss Bates, Emma inizia a rendersi conto di alcuni errori commessi e cerca di porvi rimedio.



LE ALCHIMIE NASCOSTE Il romanzo pone la figura di Emma quasi in posizione di “terzietà” rispetto alle alchimie vissute talvolta in contrasto con la quotidianità intercettata dalla ragazza. Chi è Emma? Che sentimenti nutre? Cerca l’amore per sé o ritenendosi incapace d’amare preferisce rifugiarsi in quello pensato per altri? Davvero è capace di pensare solo a se stessa, ai soldi e alla posizione sociale della gente che frequenta? La complessa personalità della ragazza avvolge la trama in una coltre di mistero che rende Emma accattivante e misteriosa. La ragazza inconsciamente cerca l’amore ma temendolo si tiene lontana da quegli scenari. E’ come se tra lei e il sentimento amoroso si giocasse una partita a scacchi fatta di lusinghe, verità nascoste e colpi bassi che ne rallentano il cammino. Le lunghe passeggiate nei viali e nei ricchi salotti di quegli ambienti raffinati, goderecci e talvolta frivoli costituiscono il palcoscenico naturale per quelle vicissitudini e quei personaggi, stati d’animo dove l’incertezza e la difficoltà a gestire i sentimenti diventano assi portanti di esperienze sempre oscillanti tra il serio ed il faceto, tra il gestibile e il non gestibile, a volte sofferte e a volte scomposte. Ci sarebbe un solo modo per capire il mondo di Emma: “leggere” la vita in quegli occhi stupendi e analizzare ogni tratto di quel viso solare palcoscenico di tutto e del contrario di tutto. Alla fine anche Emma si lascerà andare pur se stenterà a farsene una ragione. Il tutto a testimonianza del fatto che per quanto lo si tema e lo si eviti o si cerchi di gestirlo l’amore prima o poi fa breccia da par suo nel cuore e nella vita di ognuno di noi. E ciò che conta, alla fine, è saperlo aspettare e non cercarlo.

Claudio D’Aleo



Commenti

  1. Ho visto il film, e sinceramente mi sono annoiato.
    Emma ha il pallino di cercare un fidanzato alle amiche e la vita beffarda le prepara una
    trappola. Alla fine sarà lei a innamorarsi

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    1. Sì, non è il mio genere di film :).
      Temo che sbadiglierei dopo cinque minuti!

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  2. Di Jane Austen ho letto un po' di tutto in adolescenza e poi l'ho riletto anche dopo, da adulta. Ma i film no, mi mancano. Perché per me resta sempre più affascinante leggere che guardare. Un abbraccio Claudio.

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    1. Sara, ti consiglio un film carino: "Il club di Jane Austen". Lo vidi diversi anni fa :). E' un film leggero comunque!

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  3. Chi non ha letto i libri di Jane Austen. Sfortunatamente quasi tutti gli adattamenti cinematografici devo dire, ovviamente a mio parere, che non rendono giustizia ai libri ed alla storia, e sono fatti male e molti, quelli americani proprio rovinando l'atmosfera inglese del secolo scorso che invece è l'anima dei libri della Austen. Forse il miglior adattamento dei libri della Austen è "Orgoglio e Pregiudizio" della BBC, per la televisione (uno sceneggiato a puntate, mi pare fossero sei puntate bellissimo, fato bene e con le giuste atmosfere, visto anche che è stato realizzato in Inghilterra) si può trovare penso ancora anche su youtube con Colin Firth nei panni del Signor Darcy. Buon venerdì pomeriggio e sereno fine settimana in arrivo

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    1. Grazie Arwen per il tuo commento :).
      Non sono un grande conoscitore di Jane Austen, ma avevo già sentito parlare benissimo di "Orgoglio e pregiudizio" versione Bbc. Me ne parlò un'amica che peraltro è scomparsa qualche giorno fa :/

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