Anno 2020 - I gladiatori del futuro: Mad Max mischiato con un western


Bizzarro esponente della categoria "post-apocalittico", il film di Joe D'Amato (qui Kevin Mancuso) e George Eastman (qui Alex Carver) "Anno 2020 - I gladiatori del futuro" è uno strano mix, non particolarmente riuscito, tra Mad Max 2 e un western.


L'elemento più curioso è l'eliminazione del "presunto" protagonista, Nijus, dopo un quarto di pellicola: Al Cliver interpreta questo personaggio (molto simile al Mick Brisgau del telefilm tedesco "Last Cop", quello del poliziotto che va in coma negli anni '90 e si risveglia nel 2010), il capo di un gruppo di guerrieri (mercenari?) formato da Alakron, Red Wolf, Jab e Catch Dog, che vediamo in azione in una Chiesa, intenti a sgominare un gruppo di sbandati. Gente che va in giro con vernice in faccia (sembrano gli zombie di certi film di serie b, pardon, low budget) e che prima di essere crivellati di colpi di arma da fuoco, violentano una ragazza e crocifiggono un prete (!), inducendo al suicidio una suora, che si taglia la gola con un pezzo di vetro (!!). Una scena cruda, ma effettivamente in pieno spirito "post-apocalisse". I cinque salvano la bella Maida (Sabrina Siani), o meglio, i quattro salvano la bella Maida, perché Catch Dog era pronto a violentarla, prima di essere bloccato dai compagni, giustamente furiosi. 



Da qui salto in avanti: Nijus, sposatosi con Maida, ha abbandonato il gruppo di mercenari e vive, con altri sopravvissuti alla guerra atomica, in un villaggio costruito attorno a un centrale di energia. Essa naturalmente attira l'attenzione del cattivo di turno, una sorta di gerarca nazista, interpretato (male) da Donald O'Brien, alla guida di un esercito di soldati dotati di scudi termici che respingono le pallottole. Al soldo del crudele comandante c'è anche Catch Dog, a sua volta uscito dal gruppo visto precedentemente in azione, e la sua banda di motociclisti. Ecco dunque la parte stile Mad Max 2, con l'assalto al villaggio e scene alla Enzo G. Castellari, tra motociclette che girano attorno ai confini del villaggio, fucilate, bombe, acrobazie. Alla fine i cattivi portano a termine l'assedio e Nijus muore eroicamente dopo aver vendicato lo stupro della moglie, al quale era stato costretto ad assistere. Da questo momento entreranno, o meglio torneranno in scena, i tre veri protagonisti: Alakron, Red Wolf, Jab.


Dopo una scena ambientata in un saloon, con tanto di omaggio (non riuscito) alla celebre scena della roulette russa de "Il cacciatore", il film prende la piega di un western, tra la parte della ribellione nella miniera e l'incontro con gli indiani, palesemente attori italiani con parrucche; ricordano il Luciano Rossi che interpretava il bullo "Geronimo" in "Due Superpiedi quasi piatti", film con Bud Spencer e Terence Hill (ma appunto era un finto indiano anche nella finzione cinematografica) o la tribù del celebre Arraphao, come hanno fatto giustamente notare alcuni commentatori del web. Il film si chiude con l'assalto al villaggio, allo scopo di liberarlo dall'oppressione del crudele gerarca simil nazista, da parte de "i tre dell'Ave Maria", pardon dei tre gladiatori del futuro, affiancati dagli indiani, le cui armi, rudimentali frecce e lance, riescono a superare lo scudo termico dei nemici. 


"Anno 2020 - I gladiatori del futuro" si pone dunque a metà tra "I nuovi Barbari" e "I predatori dell'anno Omega": non ha l'effetto trash del secondo titolo, ma è molto inferiore al primo,  anche a livello di sceneggiatura, complice il lungo intermezzo western che sembra un riempitivo. Rispetto a "I nuovi barbari", anche gli automezzi sembrano più poveri, e infatti come ne "I predatori dell'anno Omega" c'è il mitico camion Fiat anni '70 mascherato alla meno peggio con le lamiere. II film si regge dunque su alcune scene cruente e un po' di sangue (ma il film non prende una deriva splatter). Peccato perché Nijus, Alkaron e Red Wolf erano personaggi interessanti che, secondo me, avrebbero meritato una storia un po' più frizzante. I combattimenti e gli inseguimenti infatti non alzano a sufficienza il ritmo della pellicola, che nella parte centrale è piuttosto noiosa. 

Commenti

  1. Una boiata pazzesca, piena di errori e un regista inetto.
    Forse uno dei film più brutti della storia.

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    1. Non ti posso dare torto XD, Gus.
      Joe D'Amato ha fatto molti film, diciamo, "trascurabili".

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  2. La cosa che preoccupa è che ormai, l'inettitudine di certe scene d'azione iniziamo regolarmente a ritrovarla nell'attualità cinematografica.. l'ultimo No time to die, rasenta il ridicolo in quasi tutte le scene d'azione, gli inseguimenti e le sparatorie, dove i nemici sono i più farlocchi del mondo. Anche Joe D'Amato avrebbe fatto la sua porca figura...

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    1. Davvero? Hai scritto qualcosa su No Time to die?

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  3. Potrebbe essere pure divertente adesso che leggendoti so cosa mi aspetto..-:)))
    Ma dove li trovi ste perle di film?
    A parte gli scherzi sono su qualche piattaforma streaming?
    Buona domenica Riky

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    1. Diciamo che ho raccolto qua e là i film del genere post apocalittico degli anni '80...quando gli italiani copiavano Mad Max :D.
      Tutto sommato l'unico film punitivo è I predatori dell'anno Omega. Gli altri, se si vuol passare una serata senza pensieri, si possono anche guardare :)

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  4. Credo di averlo visto più e più volte nelle piccole reti locali quando ero adolescente. Francamente trascurabile e dimenticabile senza sforzi.

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    1. Decisamente dimenticabile, specie la parte western :D.
      Oddio forse si salva giusto la prima parte...

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