America Latina, i fratelli d'Innocenzo sorprendono: un film che è una carezza tagliente (di Bonigol)


Un viaggio psicologico inquietante quello che i fratelli D'Innocenzo ci regalano con America Latina, dopo La Terra dell'Abbastanza e Favolacce. La parabola discendente di Massimo (Elio Germano), un uomo che ha apparentemente tutto per essere felice: uno studio dentistico, una moglie paziente e affettuosa, due figlie e una villa con piscina. Tuttavia un'ombra si insinua dentro di lui il giorno in cui, sceso in cantina per prendere una lampadina, fa una scoperta agghiacciante che "sbriciola" ogni sua certezza, catapultandolo in un incubo dal quale sembra incapace di destarsi.

La storia di Massimo, raccontata con raffinata lentezza attraverso inquadrature inusuali, oniriche (stupenda la scena della doccia in orizzontale) e via via sempre più "asfissianti" è il racconto del disagio di chi si sente arrivato e non riesce a far fronte agli imprevisti che minano quotidianamente il cammino dell'uomo. 

Il titolo, America Latina (il film è ambientato a Latina, città che come è noto sorge sopra una palude bonificata da Mussolini) richiama allo spoglio e desolato paesaggio che fa da contorno alla vicenda (quasi da film on the road cui diverse scene rendono omaggio), ma la parola America, nel linguaggio figurato, significa anche una meta raggiunta ("Tu vuoi l'America che io non ti posso dar" cantava Edoardo Bennato).

Elio Germano si prende la scena con un'altra grande interpretazione. Le paure, paranoie, il progressivo diffidare di chiunque, partono dai primissimi piani del suo personaggio "folgorando" lo spettatore sorpreso e un po' spaesato. Massimo non crede più negli altri, in se stesso e nel suo passato. Porta avanti un doloroso e mortificante rapporto col padre disabile, ama la sua famiglia nonostante la percezione evidente che qualcosa gli stia sfuggendo di mano. 

Un film controverso e cupo sulle fragilità della mente umana ben rappresentate dalla "metaforica" locandina dove spicca il cranio pelato del protagonista increspato dalle fratture di un guscio d'uovo. 

La comunicazione è soprattutto visiva (si dice che in origine il progetto fosse di realizzare un film muto) ma la narrazione regge bene, inesorabile come un rubinetto che gocciola, costante, a tratti quasi disturbante. 

Riconosco di non essere un esperto del cinema dei D'Innocenzo (da buon cinefilo rimedierò) ma posso dire la mia su questo film. Ne stia alla larga chi cerca un thriller dai ritmi hollywoodiani! Gustatevelo voi invece, amanti delle trame più sofisticate! Non sarà un capolavoro, certo. È una carezza "tagliente" da lasciare il segno. Un film che sa sorprendere "in punta di piedi" fino a far rabbrividire. Da vedere. 

Voto: 7

Bonigol

Commenti

  1. Forse lo vedrò - quando dovesse passare gratuitamente -, ma ancora scottato, e non poco, da Favolacce..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Favolacce è lì che mi aspetta...ma certe recensioni negative (la tua in primis) mi fanno maneggiare l'articolo con molta cautela :D

      Elimina
  2. Sento parlare ultimamente dei casini che ha combinato uno dei fratelli registi sui social più che del film.
    Il film mi attira .
    Ho amato di più la loro opera prima La terra dell’ abbastanza rispetto al più famoso Favolacce.
    Quando l’avrò visto ti saprò dire per ora mi accontento delle recensioni.
    Complimenti per la tua .
    Ciao.
    Ps . guardavo ieri una videorecensione dei gemelli D’innocenzo e mi colpì molto quando uno dei due parlo’ dell’importanza del poster che deve rappresentare il film e incuriosire lo spettatore.
    Il primo accenno di dialogo con chi ti comprerà il biglietto al cinema.
    Devo dire che la locandina di America è perfetta e fa intuire molto dove andrà’ a parare il film.
    Molto bella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sapevo nulla dei casini social e infatti sono andato a leggere..mi è scappato fuori un sorriso...ahahah..
      Devo dire che un altro caro amico mi ha parlato bene della terra dell'abbastanza. Penso che lo guarderò prima di Favolacce...
      Concordo con te, la locandina di America Latina è veramente di impatto.

      Elimina
  3. Risposte
    1. Lo aspetto con trepidazione, quando uscirà in dvd o sui canali come Prime e Netflix.

      Elimina

Posta un commento

Non ti sentire in dovere di commentare: ti ringrazio per essere qui a leggere, per spendere il tuo tempo qui, in questo piccolissimo spazio del web