Juke Box: Amazon, il consumismo e il fenomeno Facebook nel brano di ClaVdio


"Amazon", brano del cantautore indie ClaVdio, è un perfetto spaccato della nostra società attuale. 

Amazon è il "totem" del consumismo, il luogo virtuale dove compriamo cose talvolta superflue, o cose che oggi abbiamo reso indispensabili. Compriamo spesso per coprire dei vuoti,  il senso di disorientamento in un'epoca storica che non dà certezze. 

Il consumismo ha preso piede non oggi per colpa di Amazon, ma ha radici profondissime. Certamente, e lo stesso ClaVdio lo riconosce, è solo un luogo comune dire "si stava meglio prima". Ma oggi c'è maggior difficoltà a comunicare, infatti spesso "ci guarderemo in faccia senza dire niente, oppure qualche cosa, ma nulla di importante". Conversazioni vacue, intervallate con gli sguardi bassi a leggere gli smartphone. 

In compenso, io stesso spesso "dopo aver mangiato le unghie" (metafora di uno stato di ansia), mi ritrovo a scrivere "un gran bel post per poterle digerire" o "grandi frasi sul mio caro diario", quello di Facebook appunto. Social da non demonizzare, certo, e non l'unico a mettere muri tra le persone, perché i muri li mette anche chi lavora per dividere le persone; e anche io sono caduto inesorabilmente nel tranello. 

Da due anni e due mesi sono connesso a Facebook e qualche settimana fa mi sono chiesto se ne valesse la pena.  Ho riletto miei post e mi sono venuti dubbi sull'utilità di ciò che scrivo. Forse le mie sono masturbazioni cerebrali, dubbi che dovrebbero sparire in un istante, all'ennesimo post coccodrillo su Piero Angela da parte di persone che non hanno mai aperto un libro, all'ennesima citazione pubblicata di chi ha lo spessore intellettivo della sedia su cui sono seduto ora (e che peraltro neppure citano il vero autore) o all'ennesima "sburonata" di idoli delle folle, che dalle folle dovrebbero ricevere solo pomodori marci. Ma sì, in fondo Facebook è uno spaccato di realtà, altroché realtà virtuale. É un bar un po' chiassoso, fine. E infatti dai post ho spostato i miei pensieri su questo 2022, sulla fremente attesa della terza "ripartenza" estiva, su un'estate che alla prova dei fatti ha sciolto ogni fiducia e aspettativa, sotto il solleone dell'anticiclone africano. E il vero dubbio che forse sarebbe giusto ripensare, chiudere qualche porta e iniziare a edificare qualche muro in più.





Commenti

  1. Facebook non fa che delineare i contorni della nostra società, nel bene e nel male. E i post che scriviamo o le foto che carichiamo non devono necessariamente servire a qualcosa. Perché tutto deve avere un'utilità? Un abbraccio.

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    1. Ciao Sara, in effetti se consideriamo che sfogare magari una sensazione negativa scrivendo un post, può farci stare bene, allora sì, l'utilità ci sarebbe eccome. Diciamo manca un'utilità di carattere generale. Ma forse è una pippa cerebrale e basta :)

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  2. Ciao Riccardo io direi che quei dubbi sull'utilità di quello che uno scrive c'è li dovrebbero avere tutti eh..non solo tu.
    E non parlo solo di FB.
    Anzi per come la vedo io FB come mezzo comunicativo ti si addice meglio del Blog , di qualsiasi blog in generale.
    Perché ormai posso dirlo per esperienza vissuta questi anni come commentatore che Blog è soprattutto per blogger.
    Non puoi negarlo..é un dato di fatto!
    Poi si spera di arrivare anche ad essere letti da altri utenti che non siano blogger e il mezzo migliore per farlo per me é Fb.
    Vedi anche te quanto son commentati i tuoi post su Fb no?
    Quando parli di calcio , di meteo ...quando fai le tue riflessioni in generale.
    Secondo me hai un riscontro più sincero che nei blog , parere mio eh..!
    Il vestito di fb ti sta meglio anche a livello giornalistico...poi chi se ne frega se fb fa presto a mangiarsi anche i post rispetto ad un blog in cui persiste invece una cronologia come un diario.
    Meglio essere letti adesso o domani .
    Il passato con Fb non ha gran vita.
    Il brano non l'ho ascoltato ...a me basta sapere di avere i soldi per potermi permettere qualcosa ..che poi la compri direttamente in negozio , on -line o da Amazon me frega poco sinceramente.
    Madonna sono uno spregiudicato consumista e non me ne ero accorto , aiuto! -:))))))

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    1. Caro Max, in effetti i dubbi li dovremmo avere tutti sull'utilità di cosa scriviamo, ma poi sì, si entra in un loop o in un tunnel un po' pericoloso. Hai fatto delle riflessioni interessanti: mi ha colpito quell'espressione "Il vestito di Facebook ti sta meglio anche a livello giornalistico". Penso a Franco che invece afferma il contrario. Al di là del discorso su Facebook effimero e il blog duraturo, lui dice che su Facebook è preferibile sempre la battuta secca, il post di breve durata, diversamente dal blog. Sinceramente fino a qualche mese fa non ero d'accordo, adesso mi sto avvicinando alla sua posizione...sensazione eh.
      Sul consumismo non ti preoccupare: siamo tutti consumisti :D

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  3. Chi è il cantautore indie ClaVdio?

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    1. Un cantante...di nicchia. Scoperto per caso su radio deejay.

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