Ritratti (di C.D'Aleo): Leao, l'artista forgiato da mastro Pioli


Rafael Alexandre da Conceicao Leao è nato ad Almada in Portogallo il 10 giugno del 1999. Alto 189 cm pesa 81 kg. Proveniente dal Lilla è stato acquistato dal Milan nel 2019. In rossonero ha finora giocato 138 partite e segnato 41 reti. Nella Nazionale maggiore portoghese ha esordito nel 2021 e ha collezionato al momento 23 presenze e 3 gol. E’ uno dei talenti più puri dell’intero firmamento calcistico mondiale. 

Il campione

Leao è uno di quei giocatori destinati a fare la storia. Non solo portoghese, anche mondiale. Anche del Milan. Il calcio sarebbe un mero sport di squadra fine a se stesso e perderebbe molto del suo fascino se il tempo, di tanto in tanto, non sfornasse e non ci donasse giocatori simili. Atleti in grado di decidere da soli le sorti di una partita. Atleti capaci di attrarre critiche ma anche lodi, entusiasmo, felicità. Non solo talento, non solo estro.  Non farebbero parlare così tanto di sé. Anche genio, sregolatezza, arte. 

Rafa deve ancora decidere cosa fare da grande. Le doti ce le ha e sono doti importanti, da fuoriclasse puro. Cercare di subentrare a Cristiano Ronaldo e di sostituirlo nell’epico Mondo dei Campioni d’ogni tempo, specie in Portogallo, non è facile. Eppure lui, Rafa, poco per volta, prestazione dopo prestazione, ci sta riuscendo. O almeno così si dice. 

Dicono di lui

La stampa mondiale non è mai tenera coi Fuoriclasse. Si sa. Specie se giovani e talentuosi. Un po' per spronarli a rendere sempre al meglio, un po' perché di Gianni Brera in giro ce ne stanno pochi, quasi niente. Se fai gol, sei bravo. Se non ne fai sei un brocco e non significa nulla se anche tu sei un essere umano e potresti avere difficoltà “esistenziali” come tanti altri. Il calcio, come la vita, è sport che macina, corrode, talvolta esalta altre distrugge. Ma per qualcuno tutto questo non conta nulla. Per lor signori conta solo il risultato, conta solo vincere. La “barbarie” del tempo abbinata allo sport. Pochi sentimenti e poco romanticismo. Solo profitto, solo ricavi. Chi si ferma è perduto anche se è milionario. Il calcio, questo calcio, non aspetta nessuno. 

Caratteristiche tecniche

Del Fuoriclasse ti accorgi quando dipinge calcio in ogni zona del campo; quando accende la tua fantasia; quando i compagni in difficoltà gli passano la palla per sovvertire le origini di un incontro, per dare corpo e sostanza alle giuste scintille e capovolgere dunque le sorti d’un partita; quando da quelle falcate incontenibili ti rendi conto di quanto bello e avvincente possa essere il gioco del calcio quando è affidato ai numeri uno, ai giusti interpreti, agli artisti che diventano poi gli eroi dei nostri sogni, dei sogni di tanti, specie dei ragazzi.

Rafa Leao è certamente un artista. Lo sarà sempre di più se consapevolizzerà velocemente, grazie al Milan e a Mastro Pioli, quanto di bello e grande madre natura gli abbia donato. Palla al piede, nelle giornate migliori, è un treno irrefrenabile. Salta gli avversari come birilli e si presenta spesso da solo davanti al portiere. A volte segna gol strepitosi; altre se ne mangia di immangiabili. Prendere o lasciare: Rafa è questo. Mastro Pioli l’ha ben compreso e da tempo. Se è in forma la sua squadra gioca in dodici. Se non è in giornata, in dieci. 

Tra l'essere e il non essere

Leao non è solo un fuoriclasse col pallone tra i piedi, è anche un bravo musicista. Il suo senso dell’Arte, un senso particolarissimo oseremmo dire perché alimentato al momento solo da madre natura e dalla gioia di vivere, lo porta a comporre nei campi di calcio e anche musicalmente, sui palcoscenici che frequenta, brani e giocate da Artista puro. Che il nostro ami la vita, la spensieratezza e la natura parrebbe ormai evidente. Che talvolta una certa innata e indigesta indolenza lo danneggi moltissimo distruggendo ciò che un momento prima aveva creato è purtroppo anch’essa cosa acclarata in campo e fuori. Certe espressioni di Pioli durante le partite lo lasciano intendere perfettamente. A volte vorrebbe abbracciarlo, altre sostituirlo. Genio e sregolatezza, così è se vi pare.

Tecnicamente c’è poco da dire. Tratta la palla come pochi e nei dribbling in corsa a tratti è dolce e incontenibile al contempo. E’ forte fisicamente ma deve migliorare nel tiro in porta, nel colpo di testa, in una certa costanza nel rendimento che ancora gli manca. E’ ancora un ragazzo e col talento immenso che possiede non può che migliorare se solo saprà abbinarlo al sacrificio, alla giusta applicazione e alla voglia di imparare. 

Non è certamente un goleador ma è uno che i gol talvolta li fa e soprattutto ama farli fare. Non è sportivamente “cattivo” come dovrebbe e non poche volte appare distratto e avulso dal gioco, ma anche in questo i progressi sembrano incoraggianti. Almeno così si spera. Diamo tempo al tempo. Affidiamolo al Milan e a Mastro Pioli. Il Milan ha in casa il Fuoriclasse del presente e del futuro. Serve che lui ci creda. Serve che lui non si riposi nella bambagia. Serve soprattutto che Mastro Pioli usi non solo la carota ma anche il “bastone”. 

Perché “quanno ce vò ce vò”. Punto e basta. Il bilancio con la maglia del Milan è comunque migliorato. Il “nostro” è riuscito a mettere in mostra le sue doti di realizzatore nonostante Pioli lo abbia spostato dal centro dell’attacco schierandolo come esterno offensivo. Leao si è allontanato dalla porta ma ha trovato spazio per mettersi in mostra nell’uno contro uno e nelle cavalcate a campo aperto laddove sembra davvero inarrestabile. Deve migliorare, però, in zona gol. 8 reti in 24 presenze con il Lille non sono un bottino da ricordare. E il Milan lo ha acquistato per fare la differenza. E anche i gol. 

Claudio D’Aleo


 



Commenti