Macellai, in originale Meat Kills, è un film olandese del 2025 che non è facilmente inquadrabile: lo definiscono slasher, ma per me non lo è, perché non c'è un serial killer che uccide vittime, e non lo vedo neppure vicino al torture porn di primi anni 2000, al di là dell'efferatezza di qualche scena. Non è un thriller e ovviamente non ci sono elementi soprannaturali. È un film horror, certo: cinico, sporco, violento. Il titolo è già un programma: la carne uccide. L'uomo, essere di carne, uccide i maiali, altri esseri di carne; ma uccide anche i suoi simili.
Questa è la sinossi da Prime:
Per entrare in un gruppo animalista, Mirthe filma gli orrori in un allevamento di maiali. Quando torna per liberarli, scopre una tragedia. La leader Nasha cerca vendetta, trascinando Mirthe in una spirale di violenza.
Macellai - Meat Kills descrive perfettamente la spirale di violenza in cui può cadere l'uomo. Non è un puntare il dito contro gli animalisti, ma contro gli estremismi. Il regista Martijn Smits mette in scena una storia che richiede certamente la sospensione dell'incredulità, ma che ha il merito di non farci tifare per nessuno; perché la famiglia che gestisce il macello di maiali all'inizio veste i panni della vittima della cattiveria, poi i ruoli inevitabilmente si ribaltano. Cambiano repentinamente, in un film molto dinamico, dove forse c'è più azione (e tensione derivante dall'azione) che vera inquietudine (elemento imprescindibile in un horror di eccellenza).
Ed è interessante scoprire che in entrambi gli schieramenti ci siano buone persone e altre, invece, che cedono ai loro istinti primordiali. Si arriva così a una situazione in cui i "villain" sono due e guarda caso sono quelli che detengono il potere nei rispettivi gruppi. Metafora della triste condizione umana: le guerre, anche oggi, non sono tra "buoni" e "cattivi", ma frutto delle scelte di governanti senza scrupoli. E i buoni sono le vittime, trascinate loro malgrado nella spirale di violenza. Nel caso di Macellai-Meat Kills, incapaci però di porre freno a quella spirale di violenza: avrebbero potuto farlo prima che la situazione degenerasse. Si arriva così a un epilogo brillante, in linea con un film che sa colpire e disgustare; ben girato, capace di sfruttare alla perfezione le uniche location (casa e macello) e di gestire alla meglio i personaggi. Magari, quest'ultimi, non tutti caratterizzati benissimo: ma questo aumenta l'effetto a sorpresa per certi comportamenti. Alla fine del film è inevitabile una riflessione personale. Anche senza essere attivisti, è facile sui social "polarizzanti" assumere una posizione (e questo è legittimo in partenza), trovare persone che la condividono, ma poi fare "guerra" verbale a chi ha la posizione opposta. Non è più uno scambio di opinioni, ma è un cercare di prevalere, di prevaricare, cadendo nell'odio e nella rabbia, vedendo il prossimo come un nemico, finendo per disumanizzarlo: le stesse dinamiche, in fondo, che in Macellai-Meat Kills deflagrano.
Voto: 7+.

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