L'imbranato (1979) rappresenta uno dei migliori esempi di cinema del sodalizio formato da Pippo Franco e Pier Francesco Pingitore, attore il primo, regista il secondo.
Pippo Franco interpreta l'impiegato Pippo Sperandio, spedito dal datore di lavoro, l'imprenditore Maramotti, in un villaggio turistico in Sardegna. Non si tratta di mera rappresentanza, infatti Sperandio deve spacciarsi per Maramotti. Il motivo reale verrà svelato solo nella parte finale della pellicola, peraltro la più riuscita.
La vacanza per il protagonista, come prevedibile, sarà un vero incubo, tra diete forzate, scherzi, animatori opprimenti, festini e attività sportive. Il titolo di imbranato, in riferimento al povero Sperandio, è epiteto probabilmente ingeneroso, forse più adatto a Fantozzi. Pippo Franco porta sul grande schermo una tipologia di personaggio che ha punti di contatto con il personaggio di Villaggio, ma ben diverso per altri. Fantozzi infatti è vessato, ma ha animo da "vessatore": è la caricatura dell'italiano medio, debole e servile con i forti, forte con i deboli. I personaggi di Pippo Franco sono in maggior parte la perfetta trasposizione del lato più comico del Paperino disneyano, quello che ci metterebbe anche l'impegno, ma viene travolto da circostanze e sfiga e coinvolto da altri in situazioni disastrose.
L'imbranato è un film divertente, anche se altalenante. Si ride in alcuni frangenti, meno in altri. Le spalle di Pippo Franco non sempre funzionano: per un Duilio Del Prete gigantesco (quasi sprecato..), c'è un Enzo Cannavale che sembra fuori ruolo. Un po' meglio Oreste Lionello e il tormentone "sta zitta somarona". Molte scenette sono invecchiate malissimo, specie quelle che ruotano attorno all'omosessuale interpretato da Franco Caracciolo, che, va detto, fa sempre la parte con ammirevole impegno e simpatia.
Il punto di forza del film, naturalmente, è proprio Pippo Franco, che come sempre regala battute fulminanti, giocando molto sulla sua espressività e la sua mimica, vivendo vessazioni (e situazioni fantozziane) a modo suo. Anche una scena banale, quella del bambino che fa pipì addosso al povero Sperandio durante le sabbiature in spiaggia, acquista un po' di spessore grazie alla citazione della canzone "Mi scappa la pipì", un tormentone dell'attore romano.
Il soggiorno sulla spiaggia di Ladispoli, nello stabilimento balneare del cognato di Sperandio, Bombolo Cicerchia, interpretato da un Bombolo perfettamente calato nella parte, è in effetti la parte più brillante e divertente de L'imbranato, assieme alla parte finale. Il film non spicca per originalità, ma ha idee; non c'è sempre una regia brillante a sostegno e forse anche il budget non ha permesso troppi voli in alto. Qualche scena è disordinata, ad esempio quella dell'intossicazione alimentare. Poi L'imbranato stupisce con una breve parte musical e una versione della Marsigliese con sonorità dance anni '70. A dimostrazione che non sia un film così banale, al di là delle etichettature.
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