Ghost movie che decolla nell'ultima parte, "Nessuno ne uscirà vivo" pesca nella mitologia Azteca e alla fine arriva dignitosamente al traguardo, grazie anche una coppia di villain interessanti e soprattutto grazie una "creatura" decisamente interessante.
È un film innovativo e memorabile? No. È superiore alla media dei (brutti) film horror moderni? Sicuramente sì. Ma se come il sottoscritto non siete proprio appassionati di pellicole su fantasmi e spiriti, infarcite di jumpscare, si rischia la sbadigliarella più che il salto sulla sedia. Poi fortunatamente le carte in tavola cambiano, tra pennellate di splatter, un po' d'azione, riti sacrificali e un elemento horror "concreto", dopo tante apparizioni di spettri. In questa parte il regista Santiago Menghini si destreggia con perizia, alternando il piano onirico alla realtà, dando così una buona caratterizzazione alla protagonista Ambar Cruz, interpretata da una più che sufficiente Cristina Rodlo. Molto bene nella parte i due villain, i fratelli Red e Becker, interpretati da Marc Menchaca e David Figlioli. E poi c'è ampio spazio per la critica sociale.
Alla storia soprannaturale viaggia infine in parallelo la riflessione sullo sfruttamento degli immigrati, che vivono indifesi ai margini della legalità e che sono "carne da macello", come appunto Ambar, tradita anche da una collega che si era offerta di aiutarla, per poi invece impossessarsi dei suoi soldi. In definitiva Nessun ne uscirà vivo non entra affatto nella hall of fame degli horror moderni, ma tutto sommato si merita una visione.
VOTO: 6.5
Area spoiler!
L'elemento più affascinante del film è proprio la creatura, ispirata a un mostro della mitologia atzeca: Izpapalot (farfalla con gli artigli), un essere metà farfalla e metà bestia, protettrice delle donne morte durante il parto. La sua entrata in scena, uscendo dalla piccola scatola di legno, è il momento più suggestivo della pellicola. Qualcuno ha evocato Baker, altri Del Toro, a me ha ricordato certe creature dei miei adorati manga. Nell'altare dello scantinato della pensione gestita da Red e Becker si celebrano sacrifici umani, ma il mostro entra in connessione con le vittime. Esse precipitano in una dimensione onirica, dove verosimilmente si verificano situazioni che invoglia le stesse a rimanere, con la manifestazione di persone care. E qui sorge il dubbio: la creatura risparmierebbe tutti quelli che come Ambar reagiscono in un determinato modo, rifiutandosi di rimanere in quella dimensione onirica (e quindi di perdere la vita materialmente?). Oppure semplicemente Ambar viene "vista" come una potenziale nuova sacerdotessa? Di sicuro la morte di Red e Becker scioglie il vincolo che legava i fratelli alla creatura e crea il nuovo vincolo che costringe Ambar a rimanere "prigioniera" della pensione, diventando a sua volta un ingranaggio, dopo essere stata una potenziale vittima. Come recita il titolo, nessuno ne uscirà vivo, una volta entrato nella fatiscente pensione che fa da cornice alla vicenda.


Mi risparmio pure i due terzi.. ;)
RispondiEliminaahahahahah sì te lo sconsiglio fortemente
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