Sisu il vendicatore: sequel così uguale, ma così diverso. E questa volta funziona


Due film uguali, ma sostanzialmente diversi: Sisu il vendicatore, sequel del (brutto, per me) Sisu l'immortale, corregge il tiro sotto alcuni aspetti. Ovviamente non aspettatevi una trama elaborata e profonda, come notiamo dalla sinossi di Prime Video, ma tutto sommato questo secondo capitolo funziona bene.

L’ esplosivo sequel d'azione di Sisu: L’Immortale. Un sopravvissuto di guerra torna alla casa dove la sua famiglia fu brutalmente assassinata. La smonta, la carica su un camion e vuole ricostruirla altrove in loro onore. Quando il comandante dell'Armata Rossa che ha ucciso la sua famiglia ritorna deciso a finire il lavoro, inizia un'incessante e spettacolare caccia attraverso il paese.

I primi 45 minuti sono la parte più piacevole della pellicola, a mio modo di vedere: un road movie - con echi di post apocalisse alla Mad Max, eh sì, quando ci sono i motociclisti penso sempre a quello - in cui il protagonista, alla guida di un camion, deve proteggersi dagli attacchi, via terra e via cielo, dei propri nemici. E finalmente vedo quello che mi aspettavo nel primo film: un soldato che è una macchina da guerra, un implacabile cecchino, ma non solo, che si sbarazza con arguzia dei propri nemici, con alcune scene splatter davvero piacevoli e un pizzico di humor (il grande cattivo che segue a distanza e si ritrova due volte a dover pulire il parabrezza dell'auto dai copiosi getti di sangue. I ritmi sono piacevoli e le pause sono fondamentali per abbassare la tensione.


Poi si arriva alla seconda parte di Sisu il vendicatore: a fare da confine è proprio una scena alla frontiera. Qui torna in scena in parte il Sisu "fantozziano", quello che le prende a destra e sinistra, ma incassa e resiste. Quanto meno, il fatto che i rivali decidano di catturarlo e di farlo morire di stenti ha più senso della ridicola impiccagione del primo film: c'è infatti un "villain" che ha una motivazione migliore del dover rubare un po' d'oro. Alla fine però anche la seconda parte funziona: diventa un escape-survival movie, girato su un treno, la tensione non abbonda affatto, ma i momenti in cui Sisu deve farsi strada tra i vagoni notte, colmi di soldati, tengono incollati allo schermo e la scena in cui il nostro impugna due mitragliatori fa tanto videogioco (divertente). Un pregio di questa saga è indubbiamente rappresentato dai finali, brillantissimo anche quello di Sisu il vendicatore. Poi la sospensione dell'incredulità è il fattore che contraddistingue le gesta di Sisu. La domanda è: che fine ha fatto il cane del protagonista? E perché poi ricompare nel finale? Anche lui è immortale, a vedere certe scene. Ad ogni modo, visto che le mie aspettative per il sequel erano piuttosto basse, questa volta le peripezie dell'arcigno Sisu - a inizio film carpentiere dopo essere stato cercatore d'oro - vengono promosse.

Voto: 6.5 

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