Titolo roboante, locandina cult, film trash. Urban Warriors non sfugge alle regole del cinema di genere italiano degli anni '90. Osserviamo la locandina: grattacieli moderni danneggiati, astronavi che sparano, banditi usciti direttamente da Mad Max o da Hokuto No Ken. In primo piano il protagonista, armato con un fucile futuristico.
Poi inizia il film e vediamo tutt'altra roba.
A partire dalle solite location dei post apocalisse all'italiana: i consueti panorami brulli dell'Italia centrale, le cave stile Super Sentai che effettivamente hanno un'elevata resistenza all'esplosione degli ordigni atomici. I cattivi? Una banda di motociclisti guidati da un body builder con bretelle e pettinatura naziskin, altroché creste punk. Fucili e astronavi futuristiche? Macché. Zero estetica.
Urban Warriors vorrebbe raccontare un futuro degradato, dominato dalla violenza di bande urbane improvvisate. Lo fa con una discreta fotografia, ma senza altri mezzi per farlo. Tipo all'inizio vengono usati filmati di bombe atomiche, terremoti ed eruzioni vulcaniche prese chissà da dove. Il protagonista Brad (Karl Landrgen, cioè Bruno Bilotta, visto in diversi film di genere) vaga per un'ora e mezza di pellicola con scopi vaghi: prima cercare altri sopravvissuti alle radiazioni (sigh) e poi fuggire dai cattivi. Lo scopo, purtroppo, lo hanno quest'ultimi: impossessarsi dei MIDOLLI dei sani. Sì, perché chi è stato esposto alle radiazioni casca come una pera dopo il tramonto. E infatti il protagonista, una volta catturato dai cattivi, cerca di fuggire un minuto prima che sorga l'alba. Decisamente sportivo.
Certamente sperare in una sceneggiatura ben strutturata in questo tipo di film è come sperare di diventare ricchi con i biglietti gratta e vinci, purtroppo Urban Warriors ha altri difetti. Un intermezzo letteralmente riciclato da un altro film, l'Ultimo Guerriero di Romolo Guerrieri. A un certo punto poi una delle spalle del protagonista tira fuori una fighissima tuta da motociclista, con casco tamarro da vero film post apocalittico e sale in sella a un altrettanto fighissima moto con due cannoni. Bene, tutto archiviato in poco tempo. Ma perché? Un po' come la scelta di rinunciare a Maurice Poli dopo un quarto d'ora di pellicola. Il suo cachet era troppo alto? Urban Warriors è piacevole nei primi venti minuti, grazie anche a un Bilotta particolarmente atletico ed efficace nelle scene d'azione, con tanto di spettacolari acrobazie, poi inizia ad appesantire l'occhio dello spettatore. Non basta una parentesi con sensuale Malisa Longo che appare completamente nuda in due scene su tre. Il finale è punitivo, non per i protagonisti, quanto per gli spettatori. Alto livello trash per la modalità di esecuzione della banda di cattivi (una scena peraltro inutile). Da guardare solo se veramente appassionati del genere e del cinema di genere all'italiana, come il sottoscritto.

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