di Bonigol
Tanti, tantissimi anni fa, lo avevo videoregistrato su una vhs, ai tempi in cui Telepiù (prima di iniziare le trasmissioni a pagamento e per pura propaganda) trasmetteva in chiaro e senza pubblicità film considerati di seconda fascia. Amavo soprattutto un paio di scene che riguardavo più volte riavvolgendo continuamente la videocassetta e adoravo la colonna sonora squisitamente pop e divinamente anni '80. Sto parlando di Electric Dreams (1984) film diretto da Steve Barron, che segue cronologicamente War Games e precede Corto Circuito in quel filone di film Sci-Fi dell'epoca divenuti iconici per aver raccontato con perspicacia l'avvento della "computerizzazione" nella vita di tutti i giorni. Si tratta di una commedia fiabesca, sognante e umilmente lungimirante, che cattura perfettamente quella fase in cui il computer smetteva di essere un "monolite" per scienziati (il classico cervellone elettronico) o una semplice consolle da videogiochi, per divenire un elettrodomestico "cool" e multifunzione.
La trama si sviluppa attorno ad un insolito triangolo amoroso tra Miles (un goffo e gentile architetto interpretato da Lenny von Dohlen), la sua nuova vicina violoncellista Madeline (una smagliante Virginia Madsen) e "Edgar", un Personal Computer (acquistato da Miles) che diviene senziente a seguito di un corto circuito causato da un piccolo incidente domestico. È qui che entra in gioco la visione "magica" e irrazionale del cinema anni Ottanta. Il pc non è più soltanto uno strumento meccanico dotato di un sistema operativo ma è una creatura "vivente" capace di provare affetto, gelosia, comporre musica ed elaborare strategie di attacco e difesa, oltre a gestire l'intero corredo di elettrodomestici dell'appartamento (pensate a quanto fosse avveniristico questo concetto!).
Voglio mettere in chiaro che non stiamo parlando di cinema di alto spessore (un cult non implica ciò) sia se si guarda al risvolto fantascientifico della storia, sia che se ne giudichi il taglio più romantico.
Del resto Steve Barron non è troppo avvezzo al cinema (fatte le dovute eccezioni) ed è noto soprattutto come creatore di videoclip per Mtv. Questa sua attitudine si può notare bene nella fotografia di questo film e appare addirittura lampante in determinate scene per via di colori, luci al neon, giochi d'ombre, nondimeno nell'intera lunga sequenza finale. Artisti come A-ha, Toto, Michael Jackson, Tears For Fears, Madonna, The Culture Club (Boy George ha un ruolo centrale nella colonna sonora) si sono avvalsi dell'estro del regista per miscelare con successo immagini alla loro musica. Peraltro proprio la colonna sonora è quanto di più rappresentativo degli anni Ottanta ci possa essere. Together in Electric Dreams, di Philip Oakey è stata una hit internazionale, quasi un inno generazionale. Da questo connubio tra cinema e musica scaturiscono momenti molto suggestivi, come l'interazione tra il violoncello classico di Madeline e i sintetizzatori del PC che sembrano incarnare l'incontro-scontro tra tradizione e futuro, un tema carissimo in quel decennio. Mentre, però, altri film guardavano alla tecnologia con un misto di speranza e diffidenza, Electric Dreams parla dell'intelligenza artificiale con un romanticismo quasi malinconico riflettendo l'ingenuità di un'epoca che si approcciava al microchip ancora con meraviglia, prima che la connettività totale rendesse tutto più cinico.
Quando ho deciso di riguardarlo insieme all'amico Riky (che non lo aveva mai visto) temevo che non lo apprezzasse, o meglio, pensavo che il mio ricordo positivo di Electric Dreams fosse dovuto a questo suo "aver fatto parte della mia adolescenza", quando ero suscettibile alle storie romantiche che, anche senza dialoghi pretenziosi, sapevano darmi emozioni. Invece, anche Riky ne ha apprezzato la genuinità perché, sebbene appaia datato in quanto a effetti visivi, il film ha conservato una sua anima retrò, la capacità di catturare lo spirito di un decennio in cui tutti sognavamo una sorta di "umanizzazione" della tecnologia ma sapevamo anche goderci, senza troppe analisi critiche, la piccola storia di due ragazzi innamorati.
.jpg)
Commenti
Posta un commento