di Claudio D’Aleo
C’è chi dice che il Rock allontani da Dio e dal suo Verbo, che sia cioè, un genere musicale dedito più alla “perdizione” dell’individuo che al raccoglimento dello stesso in emozioni e valori che conducano alla Pace, all’Amore e alla solidarietà emotiva tra i Popoli. Questo, nella fattispecie, tra i giovani. Difficile argomentare se sia davvero così o no, anche perchè di ”letteratura” sconfinata sull’argomento potremmo individuarne e citarne parecchia e tutte con “tesi” contrastanti le une con le altre. Non esiste dunque una scienza “esatta” dove confinare il genere musicale in narrativa, e neppure una zona “d’ombra” particolare dove far risiedere e ristagnare il talento puro e il genio “artistico” di un grande musicista come lo è stato certamente Freddie Mercury. In realtà in “Bohemian Rhapsody” versi e intendimenti musicali sembrano viaggiare di gran lunga su sentieri diametralmente opposti ai concetti ben noti e usuali di Rock “duro” o di “Pop rock” solitamente attribuibili anche ai Queen. E questo perché il grande Freddie sciorina tra quelle note e in quella memorabile Canzone una parte di se stesso mai divulgata prima, mai concessa prima alle grandi platee dove pure si è sempre esibito con una maestria unica e un talento puro e pressochè inimitabile.
Non esiste una spiegazione davvero esaustiva del “Rock” o del “Pop Rock”. Il testo in questione incarna esattamente il mistero e l’assoluta indecifrabilità del talento musicale che ha sempre pervaso e alimentato in lungo e in largo sin dai primi passi il grande Musicista. Le note sono il frutto di una analisi interiore sofferta e per molti tratti sconvolgente alla quale si è sottoposto il Cantante in un momento difficile e particolarmente delicato della sua carriera. Freddie canta le difficoltà e le preoccupazioni vissute a causa della scoperta della malattia, constatazione che, col tempo, lo avrebbe poco per volta, sconvolto, abbattuto, confuso. Ma non solo. Mercury canta e racconta di un altro Freddie, quello in quel tempo “attuale”, ben diverso dal Freddie bambino che ha vissuto i problemi legati alla sua giovinezza e a un rapporto col padre non sempre ottimale. Il successo e l’abbandono progressivo ma irruento dei “panni” vestiti in passato, hanno creato nel grande Musicista un conflitto interiore doloroso e inarrestabile, difficile da nascondere. In “Bohemian Rhapsody” Freddie Mercury ormai soggiogato dal dolore e dalla paura cha stavano lentamente prendendo il dominio di se stesso, si rivolge disperato alla madre e si confida con lei per il tramite di quel brano musicale come mai aveva fatto prima. Un bagaglio di fragilità umane e debolezze interiori che potrebbero ricondurre Musiche e Artista a Dio e al Suo Verbo anche se l’intento del Cantante, quello più decifrabile nella Canzone, sembra più che altro quello di farsi accettare e in un certo senso “perdonare” dalla madre proprio per i suoi orientamenti e i suoi convincimenti parecchio lontani dal “credo” religioso della madre stessa e di quella famiglia. L’idea di Dio è però grande e abbraccia tutti, credenti e non credenti. E il Freddie Mercury che canta “Bohemian Rhapsody” è molto diverso dal Freddie Mercury di qualche anno prima. Un mix di coraggio, fragilità, incertezze e ribellione.
L’interpretazione è sconvolgente nella sua sincerità e drammaticità. Una confessione in piena regola, uno sfogo urlato e inarrestabile come se si trattasse dell’ultimo desiderio e, al contempo, dell’ultima esibizione di un uomo prossimo al commiato, quello definitivo, quello più difficile da accettare anche per chi lo ha sempre amato e gli è stato sempre accanto. I suoi compagni di tante esibizioni e di tanti “palcoscenici”, ad esempio; il “resto” dei Queen. Un monologo verso la madre divenuto leggenda. Freddie cerca se stesso, canta il suo disagio, il suo dolore anche fisico, le sue paure; chiede alla madre la vicinanza, il conforto e il perdono in un momento irripetibile e drammatico della sua esistenza. Le dice di non farsi prendere dallo sconforto, di continuare a vivere con coraggio quella vita che lui è costretto giocoforza ad abbandonare. Una canzone bellissima e commuovente che fa piangere ma anche riflettere. Impossibile non considerarla quasi una lettera, l’ultima, non solo alla madre ma anche a Dio. Impossibile non elevarla a pietra miliare del nostro firmamento musicale con vista panoramica verso le emozioni più profonde, quelle che dovrebbero indurre tutti quanti, nessuno escluso, ad amare maggiormente, e a non disprezzare questa vita, la nostra vita.
Possiamo solo immaginare il dramma vissuto in quei momenti dal Grande Artista. Momenti in cui ha rivisto se stesso da piccolo dimenarsi tra un rapporto conflittuale e “disarmonico” col padre e la semplicità “fragile” di una famiglia che pure aveva sempre cercato di educarlo in maniera esemplare pur tra le tante difficoltà. E ora che aveva raggiunto il successo e addirittura riconquistato la fiducia e l’apprezzamento del padre non poteva in alcun modo goderne per cause di forza maggiore non attribuibili a lui. Come se il nuovo Freddie avesse in qualche modo “scansato” il Freddie di quel passato senza averne gustato abbastanza la compagnia. Come se il primo Freddie fosse uscito di scena troppo presto senza neppure dialogare e capirsi con il nuovo Freddie, l’ultimo, l’uomo di successo, il più fragile. La vita è fatta di meandri e cunicoli a volte inesplorati e spesso, in essi, tardivamente, scopriamo tesori emotivi che ci appartengono e che in alcun modo, però, possiamo e dobbiamo trattenere solo per noi non condividendoli con gli altri. A questo serve la “memoria storica”. Ad arricchire e ad “istruire” chi verrà dopo di noi per una umanità migliore.
”Bohemian Rhapsody” tocca il cuore di chi ascolta e lo porta in giro tra i sentimenti amorosi, i più comuni, i più normali, i più umani. Come in un procedimento alchemico fitto e denso ci mette a confronto con l’animo dell’Artista, con le sue emozioni, le sue preoccupazioni, le sue aspirazioni più profonde ancora incompiute. Soprattutto con i suoi sentimenti, con la sua voglia d’amare e d’essere amato ancora intatte, pronte per essere vissute, esplorate ma ormai, purtroppo, andate perse. Un Amore per la vita e per la Musica che rimbomba ancora oggi con prepotenza nei Palchi di tutto il Mondo e in quegli Studi discografici.
Quando Freddie Mercury si presentò sul palco dei Brit Awards del 1990 per quella che sarebbe stata la sua ultima apparizione pubblica di sempre, i fan avevano capito che c’era qualcosa che non andava in quell’uomo così cambiato, diverso e incredibilmente provato. Il leader dei Queen per tutta la sua carriera aveva dato un’immagine di sé forte, potente, irraggiungibile, in grado di essere domatore di folle e ispiratore di testi irraggiungibili e unici. Non notarono nulla di tutto questo in quei momenti se non addirittura, marcatamente, il contrario. Freddie in quell’occasione si limitò ad abbandonare per ultimo il Palco e a dire, quasi arrendendosi, solo questo: “Thank You! Good Night…”.Poi, più nulla. O, per meglio dire, il dramma.
Bohemian Rhapsody: testo e traduzione
Traduzione del testo
È questa la vita reale? O è soltanto una fantasia?
Mi sono ritrovato in una frana senza fuga dalla realtà
Apri gli occhi, guarda il cielo e vedrai
Sono solo un povero ragazzo, non ho bisogno di pietà
Sono uno che la fa facile, uno pigro
Non mi importa in quale direzioni soffi il vento
Mamma, ho ucciso un uomo
Ho puntato la pistola alla sua testa
Ho premuto il grilletto, ora è morto
Mamma, la mia vita era appena cominciata
Ma ora l’ho distrutta
Mamma, oh, non volevo farti piangere
Se non sono ancora a casa a quest’ora domani
Vai avanti, vai avanti come se non te ne importasse nulla
È troppo tardi, il mio tempo è scaduto
Rabbrividisco, sono sempre indolenzito
Addio a tutti, devo andare
Devo lasciarvi e affrontare la realtà
Mamma, oh, non voglio morire
Certe volte vorrei non esser mai nato
Vedo la silhouette di un uomo
Scaramouche, Scaramouche, vorresti ballare il Fandango?
Fulmini e saette mi stanno spaventando
(Galileo) Galileo (Galileo) Galileo Galileo Figaro magnifico
Sono solo un povero ragazzo e nessuno mi ama
È solo un povero ragazzo di una famiglia povera
Risparmiategli la vita da questa mostruosità
Uno che la fa facile, mi lascerete andare?
Bismillah! No, non ti lasceremo andare
(lasciatelo andare!) Bismillah! Non ti lasceremo andare
(lasciatelo andare!) Bismillah! Non ti lasceremo andare
(lasciatemi andare) Non ti lasceremo andare
(lasciatemi andare) Non ti lasceremo andare (lasciatemi andare)
No, no, no, no, no, no, no
Oh mamma mia, mamma mia, mamma mia, lasciatemi andare
Belzebù ha un demone riservato per me , per me, per me!
Quindi pensate di potermi lapidare e sputarmi addosso?
Quindi pensate di potermi amare e lasciarmi a morire?
Oh, tesoro, non puoi farmi così, tesoro!
Devo andare via, devo solo andare via da qui!
Niente importa veramente, chiunque può vederlo
Niente importa veramente
Niente mi importa veramente
Non mi importa in quale direzione soffi il vento

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