Hell Grind: quando il cinema rischia di firmare da solo la propria condanna (di Bonigol)

di Bonigol

Il Festival di Cannes ha da poco calato il sipario, ma a tenere banco nelle discussioni di cinefili e addetti ai lavori non è soltanto la Palma d'Oro, bensì il debutto di Hell Grind. Presentato all'ultima edizione dell'importante kermesse, il film (un dark-fantasy d'azione) ha causato uno scontro di opinioni in platea per via di un dettaglio non trascurabile: è il primo lungometraggio commerciale interamente generato da Intelligenze Artificiali (I.A.).

​Se da un lato la produzione celebra senza dubbi un traguardo tecnologico e l'abbattimento dei costi, dall'altro l'industria cinematografica sembra aver compiuto l'ennesimo, clamoroso autogol, soprattutto in una fase che vede perpetuarsi gli scioperi dei sindacati sceneggiatori e attori (WGA e SAG-AFTRA), iniziati nel 2023.

La gestione di questo "pericoloso" precedente rischia di trasformarsi in un boomerang per le stesse major che oggi, con occhi avidi, vedono le I.A. soltanto come una risorsa.

​L'entusiasmo dei produttori per Hell Grind si basa su un'equazione tanto semplice quanto rischiosa: zero set, zero attori in carne e ossa, zero troupe uguale massimizzazione del profitto.

​Tuttavia, l'industria sta ignorando la base stessa del modello "economico" che prospetta. Se chiunque, nel giro di pochi anni, da Francesco il cassiere a Giorgia la ceramista, potrà generare un film fotorealistico dal divano di casa con mezzi medio-buoni reperibili ovunque, perché il pubblico dovrebbe continuare a pagare il biglietto del cinema o l'abbonamento a una piattaforma streaming?

Ci si dimentica, inoltre, l'anima e il sentimento che da decenni accompagna, costruisce e disfa i miti dello spettacolo. Sostituire il carisma, la promozione stampa e l'empatia generata da attori reali con pixel algoritmici svuota i contenuti della loro componente antropologica, trasformando l'opera in una sorta di gres effetto legno, "asettico", artificiale.

A questo punto potrete obiettare e descrivermi le mille emozioni innescate dalla visione di film d'animazione, Disney, Pixar, Dreamworks, eccetera. Vero, però l'anima e il mito non sono soltanto davanti alla macchina da presa ma anche dietro le quinte, impegnati a far da burattinai agli eventi (disegni, colori, musiche, testi dei dialoghi).

​Presentare e legittimare un'opera come Hell Grind, all'interno di uno dei templi del cinema mondiale accelera un paradosso che le case di produzione rischiano di pagare caro, proprio nell'anno in cui l'Academy ha deciso di escludere dai premi le "raffinazioni" I.A.

Mentre le leggi sul copyright di numerosi paesi continuano a negare la tutela ai prodotti privi di un contributo umano diretto, l'industria sta letteralmente investendo su opere che non può proteggere legalmente dalla pirateria o dalla replicazione di massa, sdoganando un modello di business dove la proprietà intellettuale diventa "prêt-à-porter", fluida e difficilmente monetizzabile nel lungo periodo.

La reazione fredda di una parte della critica, a Cannes, ha evidenziato nella  ripetitività narrativa il vero limite attuale. L'I.A., per sua stessa natura, viene istruita per creare combinando il "già visto". Gettare sul mercato creazioni algoritmiche amplifica la crisi di originalità di cui Hollywood e il cinema globale già soffrono, allontanando ulteriormente gli spettatori stufi di storie carenti di "vita".

Accecate dalla promessa di guadagni rapidi (ed esenti dal rischio flop) le grandi case produttrici (ignare) stanno segando il ramo su cui sono sedute. Ma come sarà la risposta del pubblico? La gente ama "cazzeggiare" con l'Intelligenza Artificiale ma la anteporrebbe al vero cinema? Del resto il fascino del classico (non soltanto la curiosità per il nuovo) ha stravolto i mercati continuamente, basti pensare ai collezionisti di VHS o al clamoroso ritorno in grande dei dischi in vinile. 

Provo una scettica curiosità per questo film ma avverto anche un certo senso di protezione verso l'unicità del mezzo cinematografico. Forse la presentazione di Hell Grind passerà alla storia come l'inizio di una nuova gloriosa era tecnologica (come il passaggio dal muto al sonoro o alle pellicole a colori) ma (questo è il mio timore più grande) potrebbe anche venir ricordata come l'esatto momento il cinema ha deciso di programmare la propria obsolescenza.

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