Non mi stancherò mai di ripetere quanto sia simbolica la scena finale di Miami Supercops (1985), l'ultimo film che ha visto protagonista la coppia formata da Bud Spencer e Terence Hill, prima della reunion di Botte di Natale (1994).
Dopo aver scoperto e assicurato alla giustizia il pericoloso latitante che costituisce il "villain" della storia, Steve (Bud) e Doug (Terence) si separano. Il film era iniziato da copione con la costituzione (in questo caso la ricostituzione) della coppia: l'iniziativa parte sempre dal personaggio interpretato da Terence Hill, l'altro sembra sempre subire questa decisione e lo segue con quel bonario "scazzamento" che la mimica di Bud Spencer rende irresistibile. Il prorompente sodalizio riesce sempre a raddrizzare torti e a punire i cattivi a suon di sganassoni, ma i loro propositi, soprattutto quelli economici, vengono sempre disattesi. Basti pensare a Trinità, Chi trova un amico trova un tesoro...La coppia rimane così suo malgrado unita, tra l'entusiasmo dei personaggi di Terence e naturalmente la rassegnazione dei personaggi di Bud.
![]() |
| A colloquio con il capitano Tanney |
Non è così invece per Steve e Doug. Il secondo, agente dell'Fbi, convince il primo, ex agente ora istruttore di elicottero, a riprendere in mano il caso della rapina alla banca di Detroit. Per farlo inventa la bufala della morte del capitano Tanney, espediente che regala una scena piuttosto divertente. Alla fine le strade dei protagonisti si dividono nuovamente: e questa volta il personaggio interpretato da Bud regala un sorriso all'amico, in una poderosa stretta di mano.
Un film "leggero" di intrattenimento e di azione diventa meta narrazione: da questo momento in poi, le strade professionali dei due attori si dividono. Quella stretta di mano simboleggia la loro amicizia: il loro sodalizio, da un punto di vista affettivo, rimarrà inscindibile, celebrato dai fan che hanno attraversato tante generazioni.
![]() |
| La scena iconica |
Poi sì, Miami Supercops non è certamente all'altezza dei migliori film della coppia, quelli sceneggiati dal mitico E.B. Clucher, Enzo Barboni: manca l'ironia"cartoonistica" di quelle pellicole, anche se le scene divertenti non mancano, in primis la visita alla vedova Tanney (che vedova non è, ma ha perso il cagnolino). Le scazzottate non sono all'altezza del passato ed è inevitabile: gli attori non sono più ragazzini (ma quanto è longevo Terence!). A dare manforte c'è anche l'indiano Charro, irresistibile ai miei occhi di bambino, un po' stereotipato come personaggio - la cui notevole forza sarà messa alla prova in una divertente sfida silenziosa con Steve - che regala una battuta indimenticabile: "Adesso sei ancora più pallido, viso pallido".
![]() |
| La prova di forza... |
![]() |
| Charro con Doug e Steve |
Effettivamente la magia del cinema di genere anni '70 è oramai svanita, in questo periodo la commedia all'italiana subisce l'influsso di quella americana, il poliziesco alla Beverly Cops. Però il giallo è tutto sommato divertente (Bruno Corbucci non scriveva brutti soggetti, anzi) e i dialoghi si reggono grazie all'intesa tra Terence e Bud. Alla fine tutto aiuta, anche la bella colonna sonora dei La Bionda. Non è un film da cestinare e non solo per il valore simbolico del suo epilogo.
Voto: 6.5.





Commenti
Posta un commento