Peter Pan di Enrico Ruggeri: la fantasia, rifugio sicuro

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Nel 1991 il mito di Peter Pan tornò a risplendere grazie a "Hook - Capitano Uncino", film in cui Peter, interpretato dal grande Robin Williams, è un adulto, cresciuto e inserito in società, genitore "assente" di due bambini. 

Mentre dal punto di vista sociale si parla di uomini novelli Peter Pan incapaci di crescere, Hook affronta il problema opposto: adulti inseriti perfettamente nel tessuto economico-sociale, realizzati professionalmente, ma in difficoltà nei rapporti familiari a causa del troppo tempo dedicato al lavoro. È un tema molto presente nel cinema americano in quegli anni.

Il Peter Pan interpretato da Williams torna se stesso una volta compreso che la sua felicità è data dall'essere padre e dall'avere famiglia: e questa consapevolezza lo rende un uomo migliore, senza alcun rimorso per aver rinunciato all'eterna fanciullezza. 

Nello stesso anno di uscita del film, Peter Pan viene evocato in una delle canzoni di maggior successo di Enrico Ruggeri, in questo caso mantenendo il suo spirito tradizionale.

È una creatura che appare e scompare, o meglio, che solo poche persone possono vedere: infatti "dicono tutti che non c'è".  È troppo veloce "per essere catturato" da un obiettivo fotografico e si nasconde all'occhio umano.

È ovvio che sia così perché Peter Pan è un'immagine: è la proiezione del "fanciullino" che noi tutti abbiamo ancora dentro, ma che quasi tutti hanno chiuso in un angolo del proprio cuore. 

Il messaggio di forte positività della canzone di Ruggeri è proprio questo: non dobbiamo soffocare la nostra fantasia, anche se crescendo tendiamo a reprimere e soffocare il nostro Peter Pan. La vita ci propone momenti di difficoltà e di sofferenza, ma la fantasia ci viene in nostro aiuto: non deve essere un'esperienza totalizzante, perché i piedi devono essere fortemente ancorati alla realtà, ma un porto sicuro in cui rifugiarsi ogni tanto col pensiero. 

Succedeva così anche da bambino, quando costretti a fare i compiti, ci impegnavamo all'idea di poter riprendere i giochi, una volta chiuso il quaderno, e divertirsi con il nostro Peter Pan.

Crescendo, non sfoghiamo più la fantasia con i giochi, ma con il pensiero, oppure con i sogni, nella dimensione onirica, dando vita a immagini e situazioni  piacevoli (non siamo fatti solo di incubi e di sogni angoscianti...), a dimostrazione che il "fanciullino" continui a vivere in noi.

A confermare questa interpretazione della canzone, Peter Pan come simbolo della fantasia, a sua volta rifugio sicuro nei momenti di difficoltà, fu lo stesso Ruggeri:

L'immagine di Peter Pan è una figura affascinante, un gioco della fantasia nel quale mi rifugio ogni volta che voglio fuggire dalla realtà


Peter Pan di Enrico Ruggeri: il testo

Dicono tutti che non c'è
Ma io che l'ho visto so dov'è
Forse non immagini
Ma non è difficile comprendere
L'hanno lasciato in libertà
Vive lontano non è qua
Forse si nasconde in mezzo agli alberi
Vola veloce su di noi
Fotografare tu non puoi
Chiede a una farfalla che
Gli faccia compagnia
Ti abbandoni, liberi le mani
Non ti piace stare sveglio meglio di così
Non saremo mai
Ti addormenti, dimmi che lo senti
Che ti sta toccando piano piano quanto vuoi
Come le carezze che non hai

Dicono che non tornerà
Ma come lo chiamo ci sarà
Mi aiutava sempre a fare i compiti
Vola veloce su di noi
Cosa mi dice tu non sai
Vola raccontando quando non lo sentirai
Ti confonde, dopo ti riprende
Quando vuole ti cattura sei sicura che
Non lo vuoi con te
Ti accompagna, mare che ti bagna
Come fosse un temporale sale dove vuoi
Se ci credi forse lo vedrai
Chi sei? Dimmi cosa vuoi
Cosa devi raccontare? Ci sei? Dimmi come sei
Moriremo crescendo chi sei? Dimmi come fai
A girare tutto il mondo ci sei? Dove volerai
Solamente con la fantasia?

Ti abbandoni, liberi le mani
Non ti piace stare sveglio meglio di così
Non saremo mai ti confonde, dopo ti riprende
Quando vuole ti cattura sei sicura che
Non ci credi e non lo vuoi con te
Chi sei? Dimmi cosa vuoi
Cosa devi raccontare ci sei? Dove volerai
Solamente con la fantasia

Ti abbandoni liberi le mani
Non ti piace stare sveglio meglio di così
Non saremo mai davvero, noi
Chi sei? Dimmi cosa vuoi
Cosa devi raccontare ci sei? Dimmi come sei
Moriremo crescendo chi sei? Dimmi come fai
A girare tutto il mondo ci sei? Dove volerai
Chi sei? Dimmi cosa vuoi
Cosa devi raccontare ci sei? Dove volerai
Chi sei? Dimmi come sei

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