Ci stiamo sbagliando: il monito di Luca Carboni alla sua generazione


Cantautore intimista, capace di descrivere situazioni di vita con garbo e freschezza allo stesso tempo, con quel taglio un po' malinconico: Luca Carboni, valido esponente della scuola bolognese, si fece apprezzare a inizio anni '80 con il brano "Ci stiamo sbagliando".

Un monito alla sua generazione in uno dei versi finali:

Vedi che bella la vita
Basta andare più piano


A distanza di decenni la vita è diventa sempre più concitata e questo ci fa perdere di vista le piccole, grandi cose della vita quotidiana. Rispetto a ora, all'epoca le generazioni giovani erano meno disilluse e sapevano sognare maggiormente, ma questo porsi obiettivi talvolta un po' troppo ambiziosi faceva perdere loro contatto con la realtà e quindi provocare, di conseguenza, un'insoddisfazione ingiustificata. Basta andare più piano: porsi degli obiettivi, sì, anche di crescita, ma che siano progressivi, un alzare progressivamente l'asticella.

La vita è fatta di felicità che si alterna a momenti di tristezza: non esistono persone beate come gli angeli o che vivono costantemente nella magia come le fate. È come nelle relazioni sentimentali: si fa l'amore, a volte si fa male, si litiga cioè, anche magari per motivi sciocchi. Non dobbiamo essere invidiosi degli altri: dobbiamo focalizzarci su ciò che abbiamo, perché se è vero che il migliorarsi fa parte della natura dell'uomo, lo è altrettanto la nocività della catena dei desideri: una volta esaudito un desiderio, ce ne sarà subito un altro. 

Andare piano significa vivere meglio; e vivere la notte solo se abbiamo qualcosa per cui valga la pena farlo, non passarla nella noia nell'insistente ricerca di qualcosa, per coprire dei vuoti che, in fondo, fanno parte della vita di tutti, o perché lo si deve fare per uniformarsi e per conformarsi. 

Ci stiamo sbagliando di Luca Carboni: il testo

Ci stiamo sbagliando, ragazzi
Noi che camminiamo sul mondo
Noi coi piedi di piombo
Restiamo giù
Sotto cento chili di cielo
Eh... siamo forse degli angeli
Noi no, noi che non siamo le stelle
Nemmeno le donne, nemmeno quelle
Quelle più belle
O le commesse dei negozi del centro
Quelle vivono a mezze giornate
Eh... no che non sono le fate
Noi, noi ladri di mille lire
Cercando il modo per non morire
Per non pagare le tasse
Per far passare la notte
Ogni tanto parliamo d'amore
Magari fuori c'è il sole
O che magari piove
Poi no, che non siamo da soli
Magari siamo in cento milioni
Cento milioni di cuori
Cento milioni di matti
Graffiamo e poi facciamo le fusa
Eh...proprio come dei gatti
E come i gatti dentro ai giorni e alle notti
Noi ci incontriamo e ci guardiamo negli occhi
E poi facciamo l'amore
Sì, sì, facciamo l'amore
E ogni tanto ci facciamo del male
Eh...e ogni tanto è normale
Basta non farsi mai prendere in giro
O, almeno
Non farsi portare lontano
Vedi che bella la vita
Basta andare più piano
Magari dimmi come vivono gli angeli
Dimmi le fate
O se le hai mai incontrate

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