I camionisti: Gigi e Andrea, scaramucce amorose, tormentoni e gli "Er Monnezza" dei poveri


Film del 1982 diretto da Flavio Mogherini, "I camionisti" non è una rivisitazione della celebre pellicola "Il bestione". Gigi e Andrea, i due protagonisti, sono soci, ma il primo è più la spalla del secondo, come consuetudine. Non ci sono quindi due caratteri in contrapposizione, non c'è quindi quel gap generazionale che prima separa e poi unisce i due protagonisti de "Il bestione". Soprattutto non c'è quell'analisi introspettiva dell'uomo che lavora come camionista, delle sue fragilità, della difficoltà nel cementare affetti, vivendo sempre seduto su un sedile, lontano da casa e dagli amici. 

Marroni con due "erre"

"I camionisti" è solamente una tipica commedia degli anni '80: tormentoni ("Ci do, che ci do, che di do", ma anche le pernacchie di Giorgio Bracardi) e qualche "pennellata" da commedia sexy degli anni '70. Non è il peggiore dei film di Gigi e Andrea; non è neppure una fonte inesauribile di risate. Ne "Il bestione" le donne hanno un ruolo di spalle; ne "I Camionisti" Ofelia, il personaggio interpretato da una sensuale Daniela Poggi, è protagonista assieme ad Andrea: la loro turbolenta relazione è il filo conduttore della storia, anche se la parte più divertente è quella che ha per protagonista un nobile inglese innamorato di Ofelia; per lei decide di diventare un uomo più rude, affidandosi alle lezioni di un balordo che scimmiotta palesemente "Er Monnezza" di Tomas Milian. Il nobile assumerà le stesse fattezze "Monnezziane", regalando la scena più divertente del film, quando, alla guida della sua Rolls Royce, avvicina al semaforo l'automobilista che lo aveva sorpassato, apostrofandolo con queste parole: "Senta scusi, figlio di una mignetta, di una mignatta..". Peccato che il personaggio del nobile sparisca a tre quarti di film, lasciando spazio, come "antagonista" di Andrea (e di Gigi) a una tigre. Una parte più "surreale" che qualche risata riesce comunque a strapparla.

Daniela scusami, ma è un fondoschiena da oscar!

Allievo e maestro in auto
L'allievo supera il maestro


In definitiva è un film molto "naif", ma la trama risulta essere sufficiente scorrevole, non ci sono grossi punti morti e sono valide anche le location (Rimini, Riccione). Guardarlo senza grande aspettative è probabilmente l'atteggiamento giusto. Male che vada si potrà ammirare la fisicità di una Daniela Poggi veramente in forma smagliante.


Commenti

  1. Sto vedendo film molto strani.
    *Madre*, prova a vederlo.
    Ciao Riky.

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    1. Ciao Gus! Madre lo conosco benissimo. E' un film molto impegnativo, anche se la metafora finale è abbastanza chiara!

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    2. E' un misto di chiaro e di torbido.
      Parlami della metafora finale.

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    3. In pratica è una metafora della vita dell'uomo (come confermato dallo stesso regista).

      SPOILER
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      La protagonista è praticamente madre natura e il protagonista è Dio, il creatore (il poeta viene chiamato). La casa è la terra che si popola via via di uomini e donne, partendo da Adamo ed Eva, passando poi per Caino e Abele. Caino infatti uccide Abele.
      Nel finale viene partorito Gesu', poi ucciso, mentre madre natura si ribella e distrugge la casa (metafora della distruzione portata da certi eventi climatici estremi), ma Dio ovviamente sopravvive e inizia una nuova vita con una nuova madre natura (il ciclo della natura, infatti, è fatto di distruzione e rinascita).

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  2. per molti miei amici è il capolavoro di Gigi & Andrea, per me, come ben sai è Acapulco che ha molto più ritmo.

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    1. Anche per me è il film migliore :D. Adoro poi il personaggio del lord

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  3. Un film con addirittura "er monnezza dei poveri" la dice tutta.. :(

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    1. ahahah, a me ha fatto ridere "er monnezza dei poveri" :D

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  4. La cosa migliore del film è proprio il fondoschiena della Poggi.

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