Moby Dick, spiegazione della splendida poesia del Banco del Mutuo Soccorso



Per il capitano Achab, Moby Dick rappresentava un'ossessione, un nemico, il male. 

Nel celebre e omonimo brano de Il Banco del Mutuo Soccorso, datato 1983, Moby Dick assume un significativo diverso. 

Per prima cosa tenderei categoricamente ad escludere che la balena bianca sia metafora della droga, come ho letto sul web. É invece più calzante l'aforisma del politico di democrazia proletaria Eugenio Melandri, che definì così il brano:

Moby Dick era l'utopia di sempre. Riprendere l'icona della balena bianca di Melville significava non ammainare mai il sogno...perché un uomo senza sogni non ha futuro

La canzone in fondo ci proietta in un'atmosfera onirica, che difficilmente il cantautorato odierno riesce a evocare, partendo da semplici elementi quali la luna e le stelle. A mio modo di vedere, quella balena bianca è simbolo del trascendente che l'uomo percepisce e che in fondo cerca di raggiungere, per superare i propri limiti terreni. 

É la sensazione in fondo che proviamo quando guardiamo il mare e il cielo, quando ci rapportiamo ed entriamo in connessione con una natura che da una parte è fatta di creature e organismi destinati a nascere e morire, ma che dall'altra richiama il senso di infinito. La natura esprime il concetto di libertà:  l'immergersi nella natura fa dimenticare la grigia esistenza a cui in fondo siamo condannati tutti, a causa di regole sociali spesso futili che soffocano la nostra semplicità, l'entusiasmo che invece coltiviamo da bambini e appunto la voglia di sognare. 

Perché il sogno non appartiene alla realtà e alla concretezza, a una società consumistica e capitalistica. 

Tutti noi però sogniamo: quando la luna sorge in cielo e chiudiamo gli occhi per dormire, evochiamo immagini e situazioni piacevoli, che ci facciano evadere dagli affanni quotidiani. Sogniamo quegli occhi che ci hanno incantato, sogniamo di abbracciare e baciare quella donna. Sogniamo di rivedere una cara persona che non c'è più. Sogniamo di liberarci dai nostri affanni, dalle nostre paure, dalle nostre miserie. Il nostro pensiero non ha limiti: esso ci ricollega dunque a quell'idea di trascendente che l'uomo conserva nel suo cuore, a prescindere dalla fede religiosa. 

Eccola quindi quella balena bianca: un essere soprannaturale e mitologico, che noi materializziamo e inseguiamo, pur sapendo che non potrà mai essere nostra. 





Commenti

  1. Bellissima analisi la tua. Conoscevo "distrattamente" questo brano e ora mi sembra di averlo finalmente percepito meglio. Grazie e un abbraccio.

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    1. Grazie a te per aver apprezzato..
      Finalmente sono riuscito a scrivere qualcosa di questa bellissima canzone ❤

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  2. Pezzo strepitoso! E mi trovi assolutamente d'accordo con l'analisi che hai fatto del significato di questa canzone. Ogni volta che l'ascolto, l'atmosfera che si respira è proprio quella...

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    1. Fin da bambino, l'ascolto di questa canzone aveva per me un forte sapore di evocazione. Facevo viaggiare la fantasia. É una canzone immortale!

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  3. Cresciuto a Banco, Area e PFM.. e l'analisi calza a pennello, ode alla libertà cui aneliamo tutti...
    "Chi impazzì dietro te, non tornò mai più"
    .. e proprio in questi giorni, di nuovo, sta impazzendo il mondo..

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    1. Penso che quell'impazzire abbia tutto sommato una valenza positiva (il pazzo è quello che esce dal grigiore degli schemi della vita convenzionale).
      La pazzia odierna, purtroppo, ha una valenza negativa..

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  4. Sai che ne ne ero dimenticato del Banco del Mutuo Soccorso?
    Grazie per aver risvegliato questo ricordo?

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  5. Grazie per questa spiegazione del testo, la canzone ha un bellissimo significato.

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    1. Grazie a te Tommy, davvero! É una canzone bellissima che merita di essere condivisa e ricordata.

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  6. Accidenti che belle parole, è molto raro che riesca a trovare parole in internet che riescano a darmi il nord, in questa società fondata sull'avere, e non sull'essere. Quando ascolto questa canzone provo una lacerante nostalgia di non meglio precisati momenti irrimediabilmente perduti.

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    1. Grazie Ivan per il tuo commento. Questa canzone per me è tutto. Testo, musica, immagini che evoca la mia mente. Hai parlato di lacerante nostalgia. Per me è così. Ascoltavo questa canzone su mangianastri quando ero bambino. Non riuscivo naturalmente ad avere un approccio valido al testo, ma quelle parole mi incantavano. La mia fantasia veniva stimolata da una canzone così bella. E ne sono convinto: canzoni così belle oggi non riescono proprio a farle.

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  7. Da bambino, a Genzano, incrociavo i Banco nel piazzale dell'oratorio, dietro un muro la loro musica. Gli anni più belli:) grazie..., Per tanti momenti di felicità! Bella l'analisi del testo complimenti!

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    1. Grazie per la tua visita, per aver letto questo post e per aver apprezzato! Grazie davvero

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  8. Guardando le animazioni è più semplice pensare alla questione caccia ed estinzione delle balene.

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    1. Il video che c'è su YouTube è un video fan made.

      Tenderei ad escludere quel significato..

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    2. Erano secoli che non la sentivo, oggi è riapparsa, e mi ha strappato l'anima, un immenso fiume di ricordi passati, ma li ha poi ricomposti e fissati....voglio ringraziarti per avermi dato una chiave di lettura ancora più ampia, sono riuscito, con lacrime agli occhi, ad affacciarmi ancora agli anni più belli , cullati dalla nostra irripetibile musica.... !

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    3. Grazie per questo bellissimo commento. Hai dato pienamente senso al mio post :)

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  9. Quando passa un po' di tempo
    sento il richiamo di ascoltare questo pezzo
    non chiedetemi il significato
    ogni volta e' una cosa diversa
    ma ha sempre un sapore di libertà dell'anima.

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    1. È così anche per me. E i vostri commenti sono una chiosa meravigliosa a questa bellissima canzone

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  10. Cercavo una canzone da inserire in una storia Facebook e Instagram per un evento "Io sono Moby Dick" di un mio conoscente e trovo il brano dei Banco, che ricordavo vagamente, cercando il testo mi imbatto in questa leggera e profonda recensione, che assieme al brano fa si che non si possa non riemergere...
    Qui l'evento:
    https://www.facebook.com/share/p/16N2m55XUP/

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    1. Grazie Alessandro...mi piace la definizione che hai dato della mia scrittura: leggera e profonda. Penso proprio che mi rispecchino, grazie davvero!

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  11. Il testo appare come una dedica lirica e mitica alla balena bianca: non stiamo parlando di simboli del trascendente per l’uomo, né di un sogno da inseguire, ma di osservazione e celebrazione di una creatura leggendaria che vive nel suo mondo, potente, misteriosa e libera.
    Ogni strofa costruisce un quadro della sua esistenza e dei rischi che comporta:
    Inizio: Grandezza e mistero
    “Grande Moby Dick, dove saranno tutti gli amanti che hai / Dolce Moby Dick, nessuno ti ha baciata mai”
    La balena viene subito presentata come leggendaria e affascinante, un essere che combina forza e dolcezza, mistero e vulnerabilità. Non è posseduta da nessuno, e il testo sembra voler onorare la sua unicità.
    Navigazione e attenzione
    “Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai / Non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai”
    Qui il brano si fa quasi didascalico ma poetico: Moby Dick deve muoversi nel suo mondo con prudenza. La croce del sud rappresenta l’ignoto o possibili insidie, e la caccia eterna ricorda che anche una creatura mitica non è invulnerabile: la sua libertà e grandezza comportano sfide continue.
    Onirico e poetico
    “E danzerai sopra una stella marina / E danzerai colpendo al cuore la luna”
    Queste immagini sono pura poesia visiva: descrivono il movimento e la libertà della balena, senza bisogno di metafore per l’uomo. Vedere Moby Dick danzare tra stelle marine e la luna crea un senso di meraviglia e sospensione, come un sogno a occhi aperti.
    Pericolo e fascino
    “Chi impazzì dietro a te non tornò mai più / La sorte corre nella tua scia colpo di coda e vola via”
    Il testo riconosce la forza e il pericolo della balena: chi prova a inseguirla rischia di perdersi. Ma questo avvertimento rafforza il fascino dell’ignoto, sottolineando quanto sia straordinaria e inafferrabile.
    Protezione e leggenda
    “Dormi Moby Dick, spegni le ali e dormi sicura se vuoi / Tanto i cavalieri del Santo Graal, non ti raggiungeranno mai”
    Qui la poesia diventa quasi una ninna nanna mitica: Moby Dick può riposare, ma il mondo intorno resta pieno di miti e leggende. Nessuno, nemmeno eroi leggendari, può raggiungerla, confermando il suo statuto di entità mitica e inviolabile.
    Viaggio e avventura
    “E vola via sopra un vascello fantasma / E vola via verso una terra promessa”
    La balena continua il suo viaggio misterioso. Il testo ci mostra il suo mondo come un paesaggio sospeso tra realtà e fantasia, fatto di mari, cieli e terre leggendarie. La libertà della balena è la vera protagonista, non il desiderio umano di possesso.
    Ritornello finale
    La ripetizione delle immagini oniriche — danzare sulle stelle marine, colpire la luna — chiude il brano come canto ipnotico e celebrativo. La balena rimane al centro: potente, libera, enigmatica. Non è simbolo, non è oggetto del nostro desiderio; è mito vivo, racconto di meraviglia, sospeso tra natura, leggenda e sogno.

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    1. Grazie Fabio per la bellissima interpretazione. Libertà direi che è la parola chiave..

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