di Bonigol
C'era un pettine, lì sul comò.
Un giorno è sparito
e non lo abbiamo più visto.
È finito in quel posto
dove vanno le cose
che non riusciamo più a trovare.
Poi c'era quella fiamma accesa
quando inseguivo un pallone sul prato.
Lentamente si è affievolita
fino a smorzarsi del tutto.
Ora brilla altrove,
negli occhi della giovane promessa,
in quel luogo dove sta ciò che abbiamo perso.
Ricordo il nero dei miei capelli
che giorno dopo giorno si è (e)stinto
fino a salutare i superstiti
e trasferirsi là,
nella voragine che ospita il passato.
E c'era il sorriso di una mamma
e l'illusione che potesse essere eterno.
Ora sta illuminando il buio
di quell'angolo d'universo
dove riposano le cose che non dimenticheremo.

Tante cose, davvero, finiscono in qualche buco nero e non tornano più.
RispondiEliminaMagari solo le cose...
Già! Molto bello per il crescendo di questi versi
EliminaVersi stupendi, un crescendo di sensibilità, dalla banale sparizione di un oggetto alla scomparsa dell’affetto più caro. E allora l’altrove diventa un luogo sacro.
RispondiEliminamassimolegnani
Grazie Massimo per aver apprezzato i versi del mio amico Bonigol!
EliminaPettini o sorrisi fondamentali.. importante e che i secondi rimangano a vista, in bilico a quell'altrove.
RispondiEliminaSorrisi che non si dimenticano...anche se ora sono lontani "in quell'angolo"
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