Il suonatore Jones: un altro inno alla libertà di Fabrizio De André

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"Il suonatore Jones" è il brano che chiude lo splendido concept album di Fabrizio De André "Non al denaro non all'amore né al cielo". Come noto, il cantautore genovese si è cimentato, con questo disco, con le poesie di Edgard Lee Masters, tratte dall'antologia di Spoon River.

Il suonatore Jones - violinista con Masters, qui flautista - viene citato già ne "La collina", primo brano dell'album:

Dov'è Jones il suonatore  che fu sorpreso dai suoi novant'anni  e con la vita avrebbe ancora giocato? Lui che offrì la faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero, non al denaro, non all'amore né al cielo. Lui, sì, sembra di sentirlo cianciare ancora delle porcate mangiate in strada nelle ore sbagliate. Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore: Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?

Nei brani di De André, viene espresso spesso la "pietas" per gli ultimi e per chi è vittima del male altrui, oppure, come nel caso del Suonatore Jones, l'ultimo viene "elevato" a vincente: egli infatti è morto a 90 anni senza rimpianti, affrontando la vita giocosamente, senza gli affanni dati dalla brama di denaro, senza illusioni legate a una vita ultraterrena e vivendo l'amore in senso lato: l'amore per la vita.

Tutto questo viene confermato ne Il Suonatore Jones: la visione ottimistica della vita del protagonista viene subito esplicitata nei primi versi, con la polvere mossa dal vento, in un terreno arido in assenza di piogge, che gli ricorda il movimento della gonna di una bella donna a un ballo. 

De André, in questa poesia, anticipa le tematiche del disco capolavoro del 1981, L'indiano: si parla infatti di libertà. Quella libertà che viene chiusa in un recinto da chi vive seguendo l'affanno del denaro, da chi si lega a un rapporto matrimoniale solo per convenzione sociale e non per amore, da chi vive la religione come un precetto rigoroso e come un rituale. Quella libertà che si nega chi insegue uno status symbol. Il Suonatore Jones invece è una persona libera: ama la musica e ama suonare. Muore in povertà, ma circondato dall'affetto vero di chi passava le ore ad ascoltarlo. Jones è De André: il cantautore libero che tutti noi amiamo e che a 27 anni della morte, ricordiamo ancora con affetto. 

Il suonatore Jones di Fabrizio De André: il testo

In un vortice di polvere
Gli altri vedevan siccità
A me ricordava
La gonna di Jenny
In un ballo di tanti anni fa
Sentivo la mia terra
Vibrare di suoni, era il mio cuore
E allora perché coltivarla ancora
Come pensarla migliore
Libertà l'ho vista dormire
Nei campi coltivati
A cielo e denaro
A cielo ed amore
Protetta da un filo spinato
Libertà l'ho vista svegliarsi
Ogni volta che ho suonato
Per un fruscio di ragazze
A un ballo
Per un compagno ubriaco
E poi se la gente sa
E la gente lo sa che sai suonare
Suonare ti tocca
Per tutta la vita
E ti piace lasciarti ascoltare
Finii con i campi alle ortiche
Finii con un flauto spezzato
E un ridere rauco
E ricordi tanti
E nemmeno un rimpianto


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